Gli Impressionisti al Palazzo Reale di Milano dal 2 marzo al 19 giugno

da , il

    Arriva al Palazzo Reale di Milano la mostra Gli Impressionisti, meravigliosa corrente pittorica che ha affascinato e continua ad attirare migliaia di turisti, appassionati, curiosi, studiosi e semplici ammiratori dei delicati colori e delle figure abbozzate di Monet, Gauguin, Manet e gli altri. Un appuntamento da non perdere dopo la mostra degli Impressionisti a Genova che si è conclusa con un clamoroso afflusso di pubblico.

    Monet, Cezanne e Renoir sono ormai artisti senza tempo: o meglio, sono così profondamente legati al loro tempo da averlo reso immortale, con una dimensione mitica che, al giorno d’oggi, è appannaggio di rockstar e divi del cinema.

    Milano è una città ricchissima dal punto di vista culturale e artistico: ogni anno sono tantissime le mostre ospitate nei suoi numerosi spazi e l’attenzione che il capoluogo lombardo riserva all’arte pittorica, contemporanea e non, è degna di nota. Basti pensare alla recente apertura del Museo del Novecento, il cui ingresso sarà tra l’altro gratuito a tutti fino a febbraio.

    Il 2 marzo verrà inaugurata la nuova mostra di Palazzo Reale, vera e propria fucina di esposizioni di rilievo internazionale: Gli Impressionisti è il titolo e ovviamente ospiti d’onore saranno le opere di Renoir, Degas, Manet, Pissarro, Monet e Gauguin, che tornano nella città meneghina dopo 11 anni d’assenza.

    Si tratta di una selezione di circa 70 opere provenienti dal prestigioso Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstwon, nel Massachussets: il percorso è strutturato per dare una panoramica del lavoro rivoluzionario di questi artisti, che hanno cambiato per sempre la storia dell’arte.

    Si tratta di un evento piuttosto unico nel suo genere, visto che è la prima volta che questi quadri giungono in Italia: il The Clark, museo che li ospita stabilmente, è stato infatti fondato dall’imprenditore, esploratore e collezionista Robert Sterling Clark che, insieme alla moglie Francine, per oltre 35 anni si è impegnato a riunire i capolavori dell’ottocento francese.