Si pensava fosse ormai estinta, ma è ricomparsa dopo 30 anni: ecco dove

Le sue tracce erano man mano scomparse fino al lontano 2010. Si pensava fosse estinta, ma è ricomparsa dove 30 anni. Scopriamo insieme come questo ritrovamento incredibile riapre una materia di studio chiusa da tempo.

Ricercatrice in natura
Ricercatrice in natura – viaggi.nanopress.it

Incredibile come spesso alcuni esemplari faunistici o botanici che interessano per anni gli studiosi, vengano ritenuti irreperibili e poi quasi per caso tornino alla ribalta riaprendo nuovamente la branca di studi che li riguarda. È il caso di questa nuova scoperta che viene da lontano. Sapreste dire di che si tratta?

Si pensava fosse estinta, ricomparsa dopo 30 anni

No, non parliamo di qualche preistorico animale antenato di specie moderne. Questa volta ad esser ritenuta estinta è qualcosa che riguarda l’ambito botanico.

Nella fattispecie ci riferiamo ad una pianta molto antica la cui specie di appartenenza era possibile trovare in alcune regioni tropicali di Asia, Stati Uniti, Giappone e Sud America. La sua storia risale addirittura al lontano ‘800.

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I taccuini di Odoardo Beccari – viaggi.nanopress.it

A raccontarcela è il naturalista e botanico Odoardo Beccari. Membro dell’Accademia dei lincei, grande viaggiatore, Beccari catalogò circa 1400 specie di piante, tra le quali quella di cui parliamo oggi, dal nome molto particolare.

Ricomparsa dopo 30 anni, l’incredibile storia

Beccari disegnò questa pianta in uno dei suoi taccuini di viaggio. Si chiama Thismia neptunis, nota anche con il nome di ‘lanterna delle fate’.

Si tratta di una pianta particolarissima sia per l’aspetto che per la sua crescita e sopravvivenza. Ad una osservazione superficiale potrebbe quasi somigliare ad un insetto più che ad un fiore.

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Pianta riapparsa dopo 30 anni – viaggi.nanopress.it

Il bulbo è piccolissimo e da qui si propagano tre piccoli steli simili ad antenne. Avvistata da Beccari, non se erano più trovati ulteriori esemplari fino al 1992 e da lì più nulla: nel 2010 la Thismia neptunis è stata ritenuta estinta.

Almeno fino a poco tempo fa, quando è stato rinvenuto un nuovo esemplare.

La lanterna delle fate, si pensava fosse estinta

In maniera del tutto inaspettata la lanterna delle fate è riapparsa in Malesia, nella foresta pluviale. A scoprirlo, un team di ricerca della Repubblica Ceca che l’ha immediatamente catalogata come ‘specie in pericolo critico‘ a causa della sua rarità estrema.

La Thismia appartiene ad una famiglia di piante che conta altre specie, tutte altrettanto rare. Il nuovo esemplare riapparso differisce dagli altri che normalmente sono grandi circa 9 centimetri.

Questa è invece alta solo 2,2 centimetri, e presenta un anello corto e largo. Possibile inoltre scorgere piccoli peli corti sulla parte dello stigma, dove cade il polline.

La storia della sua sopravvivenza nel territorio è particolare perché non fa ricorso al processo di fotosintesi. Motivo che la inserisce nella categoria di ‘myco eteretrofo‘. Vive sottoterra e non ha foglie.

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Lanterna delle fate – viaggi.nanopress.it

Questo spiegherebbe anche come mai sia di così difficile individuazione. Sì, ma quindi come si nutre? con un meccanismo simile a quello di un parassita.

Trovandosi sottoterra acquisisce acqua e nutrimento dai funghi, specie di cui la foresta in cui è stato ritrovato l’esemplare è molto ricco.

Perché è una scoperta così importante?

Se non fosse stato per i disegni di Odoardo Beccari, per il team di ricerca individuare di nuovo la lanterna delle fate non sarebbe stato affatto semplice. Durante la spedizione nella foresta pluviale gli esemplari rinvenuti sono stati difatti solo quattro.

Questa è la seconda scoperta della specie in totale di nostra conoscenzadichiara il team dalle pagine scientifica Pyhtotaxa – la nuova specie, che chiameremo Thismia sitimeriamiae, è diversa da tutte le altre conosciute dalla scienza fino ad oggi“.

Le foreste pluviali non è un segreto si stanno riducendo, la scoperta quindi acquista maggiore importanza. Sono luoghi, affermano gli esperti, che vanno tutelati proprio per l’incredibile quantità di specie rare che si possono rilevare al loro interno.

Il team è attualmente al lavoro sugli studi di Odoardo Beccari, anzi ritiene che la foresta pluviale malese possa nascondere anche altre due specie illustrate nei suoi taccuini.

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