Matrimoni gay, ora anche in Islanda

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    Matrimoni gay, ora anche in Islanda

    Anche l’Islanda entrerà tra le destinazioni prescelte per celebrare matrimoni gay. L’Althingi, cioè il Parlamento islandese, ha infatti approvato una legge che autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Niente più coppie di fatto, dunque, come prevedeva una legge del 1996 finora in vigore, ma veri e propri matrimoni.

    La Chiesa luterana islandese dovrà ora decidere se autorizzare o no le unioni tra omosessuali e lesbiche nei suoi templi. Secondo la legislazione la Chiesa sarà libera di celebrare matrimoni gay in qualunque momento lo decida, ma chiaramente non sarà obbligata a farlo.

    La legge arriva in un momento politico particolarmente favorevole per le coppie omossessuali islandesi. L’attuale primo ministro, la socialdemocratica Jóhanna Sigurdardóttir, dichiarò pubblicamente, nel febbraio 2009, le sue tendenze lesbiche, divenendo il primo capo di governo del mondo a dichiarare apertamente la sua omosessualità.

    La nuova legge entrerá in vigore a fine mese e sicuramente porterà all’Islanda anche un notevole boom di turismo. Sono pochi infatti i paesi che, ad oggi, hanno legalizzato e reso possibile l’unione tra coppie gay, perciò i matrimoni ‘all’estero’ dono diventati un’abitudine per le coppie omosessuali.

    I paesi meta per eccellenza finora sono la Spagna, l’Olanda e il Belgio. Ma nel mondo i matrimoni tre persone dello stesso sesso possono essere celebrati anche in Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia e di recente anche in Portogallo.

    L’Islanda si conferma una nazione aperta e con una legislazione al passo coi tempi. Non può dirsi lo stesso dell’Italia, dove non solo non sono ammessi i matrimoni gay, ma non sono riconosciute nemmeno le coppie di fatto! E dove non si è ancora mai avuto, nella storia repubblicana, un presidente del Consiglio donna, figuriamoci gay!