Sai cosa significa la frase “Vedi Napoli e poi muori”? Solo in pochi lo sanno

“Vedi Napoli e poi muori” non è solo il titolo del film di Riccardo Freda del 1952. Questa frase tanto celebre in realtà è stata pronunciata da un noto scrittore e da altri prima di lui.

Cosa significa Vedi Napoli e poi muori
Cosa significa “Vedi Napoli e poi muori” – viaggi.nanopress.it

Napoli. Una città che ha catturato l’immaginazione di poeti, scrittori, artisti e viaggiatori di ogni epoca. Una città con carattere e personalità che ha da sempre affascinato grazie alla sua perfetta combinazione tra storia, arte, cultura e tradizioni, grazie al suo calore e alla sua bellezza senza fine.

A fare da cornice a tanta meraviglia è l’immagine del maestoso Vesuvio, che con il suo inconfondibile profilo è diventato il simbolo non solo della città, ma di tutto il Golfo di Napoli.

La sua vivace atmosfera, i suoi colori e profumi, e la cordialità dei napoletani hanno conquistato tra tutti anche il cuore di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi: Johann Wolfgang von Goethe.

Goethe visitò la città durante il suo viaggio in Italia nel 1787 e nelle sue lettere ne parlò come se fosse finalmente approdato nella città più bella del mondo.

Quando Goethe s’innamorò di Napoli

Goethe, durante il suo viaggio in Italia nel XVIII secolo, rimase affascinato dalla bellezza straordinaria di Napoli. La città si aprì di fronte a lui come uno scrigno pieno di meraviglie tutte da scoprire. Le sue strade vivaci, i suoi colori e la sua atmosfera piena di vita colpirono lo scrittore profondamente.

Goethe
Goethe – viaggi.nanopress.it

Il poeta era partito dalla sua terra, come molti aristocratici dell’epoca, per compiere il suo Grand Tour. Si trattava di un viaggio durante il quale i giovani iniziavano la loro esplorazione, soprattutto in Italia, alla scoperta della politica, della cultura e dell’arte dei Paesi europei che, come appunto l’Italia, potevano arricchire il loro bagaglio culturale e formativo.

E così, anche Goethe si avventurò tra le principali città italiane, passando per Venezia, Roma, Pompei ed Ercolano, Palermo e le città siciliane e, in particolare, Napoli.

Arrivato qui infatti il poeta sembra smettere di essere spettatore del suo stesso viaggio e inizia a godersi appieno la sua esperienza. Goethe resta letteralmente colpito da Napoli e dai napoletani, e descrive la città come un vero e proprio paradiso, talmente bello da “perdere i sensi“.

Nemmeno Roma, a dire dello scrittore, può competere con la bellezza di Napoli. Goethe ammirò la vitalità e la vivacità dei napoletani, la bellezza dei monumenti storici, l’architettura maestosa e le magnifiche vedute panoramiche sul Golfo di Napoli.

La città, così palpitante di vita e vibrante, sembrava incapsulare tutto ciò che rendeva l’Italia un luogo unico e affascinante.

“Se a Roma si studia volentieri, qui si desidera soltanto vivere. Ci si scorda di noi e del mondo” scrive nelle sue lettere.

Ma la frase che più di tutte oggi conosciamo e attribuiamo al poeta è la celebre “Vedi Napoli e poi muori”. Ma cosa significa davvero? É stato proprio il poeta a pronunciarla per primo? Le cose non starebbero proprio così.

“Vedi Napoli e poi muori”: cosa significa?

“Vedi Napoli e poi muori”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Quante volte abbiamo noi stessi utilizzato questo aforisma, diventato diffusissimo, per descrivere la bellezza di questa città e magari per esprimere il nostro stupore dopo averla visitata?

Vedi Napoli e poi muori
Vedi Napoli e poi muori – viaggi.nanopress.it

Nonostante sia una citazione molto famosa, non tutti però conoscono la sua origine. Con assoluta certezza molti affermano che a pronunciare per primo queste parole sia stato proprio Goethe che così scrisse nel suo diario di viaggio durante la visita della città. In realtà però nei suoi appunti del 2 marzo 1787 Goethe riportò queste parole:

“Della posizione della città e delle sue meraviglie tanto spesso descritte e decantate, non farò motto. ‘Vedi Napoli e poi muori!’ dicono qui.”

In realtà, quindi, il poeta avrebbe solo riportato un detto già molto frequente tra i napoletani, un detto che avrebbe scritto nella sua lingua madre così: Siehe Neapel und stirb. Ma perché i napoletani erano soliti dire questa frase?

La vera origine della frase “Vedi Napoli e poi muori”

Secondo antichi libri del Settecento che raccontano la storia di Napoli, l’attuale via Nilo un tempo rappresentava la strada degli Alessandrini. Questa strada era nota dal popolo anche come vico de li mpisi, ovvero strada degli impiccati.

Il suo nome era dovuto al fatto che in passato da qui passavano i condannati al patibolo, attraversando tutta la città fino al luogo dell’esecuzione. Erano quindi obbligati a percorrere un itinerario prestabilito tra la folla, le strade e i palazzi della città prima di essere giustiziati. In breve, vedevano Napoli e poi morivano.

Ecco da dove deriverebbe la celebre frase che Goethe sentì spesso pronunciare ai napoletani durante il suo viaggio e che pensò essere perfetta per descrivere questa città, talmente bella da vedere almeno una volta nella vita. Da visitare prima di morire.

La frase oggi

Probabilmente nemmeno Goethe conosceva l’origine di quella frase, ma la fece propria pensando che dopo aver visto Napoli, non ci sarebbe stato più nulla di meraviglioso da scoprire nel mondo, quindi si sarebbe potuto morire felici.

Napoli
Napoli – viaggi.nanopress.it

Il significato simbolico di questa espressione è quindi molto profondo. Non si tratta di un invito letterale a morire dopo aver visitato Napoli, ma un modo di dire che vuole piuttosto esprimere a parole l’idea che l’esperienza di scoprire e immergersi nella bellezza di Napoli possa essere così intensa e straordinaria che nulla potrebbe mai eguagliarla.

Per i napoletani, oggi il detto “Vedi Napoli e poi muori” è sinonimo di orgoglio e amore per la propria città. Riconoscendo che Napoli sia davvero un luogo unico al mondo, rivolgono l’invito a tutti coloro che non conoscono ancora la città così che possano visitarla e vivere pienamente l’esperienza di scoprire tutte le sue meravigliose sfaccettature.

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