Pompei: morirono bruciate le vittime del Vesuvio

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    Pompei: morirono bruciate le vittime del Vesuvio

    Secondo le indagini condotte da un team di ricercatori italiani le vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C a Pompei bruciarono: una sorte tragica quanto immediata per una delle catastrofi più note della storia.

    Gli scavi di Pompei, ora visibili anche su Google Street View, hanno rivelato che che le vittime dell’eruzione che distrusse l’antica Pompei nel 79 d.C. non morirono a causa del soffocamento dopo una lunga agonia, come si pensava.

    I cittadini di questa antica città di cui la memoria moderna serba ricordo eterno nei tristemente celebri calchi morirono bruciati, con un decesso crudele quanto immediato.

    Presso l’antica Pompei, dove al momento potete visitare un’interessante mostra temporanea, sono ancora visibili i resti delle persone che rimasere uccise durante l’eruzione.

    Lo studio, Lethal Thermal Impact at periphery of Pyroclastic Surges: evidences, è stato effettuato da un team di ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano e dai biologi dell’Università di Napoli Federico II basandosi su una ricerca interdisciplinare.

    ‘Contrariamente a quanto fino a oggi ritenuto dai ricercatori, riportato più volte dai mass-media e raccontato da sempre a milioni di turisti in visita ai calchi a Pompei, le vittime non subirono una lunga agonia per soffocamento ma persero la vita all’istante per l’esposizione ad alte temperature, dai 300 ai 600 °C’, ha spiegato il ricercatore Giuseppe Mastrolorenzo.

    Lo studioso ha continuato dicendo: ‘Abbiamo iniziato studiando i livelli di cenere in vari punti dell’area vesuviana e dai profili tracciati abbiamo dedotto dei parametri: l’altezza e la velocità della nube provocata dal collasso della colonna piroclastica, che in questa eruzione raggiunse, come già sapevamo, i 30 chilometri d’altezza. Calcolando velocità e altezza abbiamo potuto definire lo spessore e la densità della nube e il tempo impiegato a passare su Pompei: poco più di un minuto

    Mastrolorenzo ha gettato un quadro dai contorni inquietanti alludendo a possibili connessioni della ricerca con i tempi presenti, infatti i nuovi risultati sugli effetti termici e meccanici dell’evento del 79 d.C. rivelerebbero come il rischio connesso a una possibile futura eruzione del Vesuvio potrebbe essere di gran lunga superiore a quanto fino ad oggi ritenuto dai ricercatori e dalla Protezione Civile e per questo si renderebbe assolutamente urgente una drastica modifica dell’attuale Piano di Emergenza.