Parco a tema cristiano: a Maiorca la Disneyland cristiana

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    Parco a tema cristiano: a Maiorca la Disneyland cristiana

    Il boom del turismo religioso continua a non passare di moda. Se in ogni periodo dell’anno i santuari di Lourdes, Fatima e altri sono invasi da migliaia di fedeli, ora si sta pensando di costruire in Europa un parco divertimenti cristiano a Maiorca, in Spagna.

    La Spagna sta dimostrando di essere una nazione al passo con i tempi, e forse è quella più avanti del vecchio continente. Da anni ormai al vertice delle mete estive preferite dal popolo dei vacanzieri, la nazione iberica sta cercando di migliorare le offerte turistiche che possano garantire un ulteriore afflusso di gente sulla sua terra. Così, dopo il progetto avanzato per la costruzione di un parco a tema dedicato completamente a Shrek, ora si pensa ad un progetto del tutto nuovo, per lo meno per la vecchia cara Europa.

    Si tratta di un parco a tema cristiano, che andrebbe a riprodurre in maniera perfetta le fattezze di Gerusalemme, con tanto di edifici in stile israeliano, Muro del Pianto, Tempio e tutti i luoghi in cui visse Gesù. Si vuole ‘mettere in scena’ la vita di Cristo, con attori ad impersonare falegnami, sacerdoti e pastori. Ovviamente il parco creerebbe nuovi posti di lavoro, almeno 1000. Questo tipo di progetto prevede la collaborazione di dipartimento turistico, consiglio municipale, albergatori e imprenditori. Il costo previsto varia dai 7 ai 10 milioni di euro e si avvantaggerebbe dell’esperienza dei rappresentanti europei di ‘Tierra Santa‘, il primo parco tematico cristiano costruito a Buenos Aires che fin dalla sua inaugurazione ha registrato un successo impensabile.

    Il comune che dovrebbe ospitare il parco è Capdepera e si trova a nord est di Maiorca. Pare proprio che l’isola delle Baleari non sarà raggiunta più solo da turisti desiderosi di mare e relax ma anche da famiglie che potranno trascorrere una giornata particolare in un luogo che nasce come parco divertimento, ma che di divertimento ha ben poco. Un modo sicuramente innovativo per approcciarsi alla vita di Gesù.

    In Europa avrà lo stesso successo degli omologhi argentini e americani?