L’isola delle bionde: uno staff dalla chioma platinata per il nuovo resort delle Maldive

Staff biondo della compagnia Oliala
Staff biondo della compagnia Oliala

Un’isola e un resort gestiti da sole donne e per giunta bionde? Non sarà più soltanto un sogno. Se in Portogallo c’è il primo resort alcol-free, nel 2015 un’isola delle Maldive inaugurerà un centro turistico con uno staff dalla chioma platinata. Ma già infuriano le polemiche.

Se stiamo pensando ad un ottobre alle Maldive nei resort di lusso, magari ambientalisti, presto la voglia di partire per l’arcipelago dell’Oceano Indiano potrebbe aumentare, soprattutto da parte dei maschietti, non più attirati solo dal mare maldiviano.
Ebbene sì, prendi un’isola da sogno, magari una tropicale e creaci un resort di lusso. E’ questo il progetto di Olialia, una società lituana che ha trovato la ricetta giusta per soddisfare i propri clienti, soprattutto gli uomini. Nascerà su un isola dell’arcipelago maldiviano un villaggio turistico i cui dipendenti saranno solo donne, e tutte rigorosamente bionde. Il progetto, ideato e gestito da Giedre Pukiene, vuole sdoganare lo stereotipo secondo cui le bionde non sarebbero molto intelligenti.

Le nostre ragazze sono molto intelligenti e anche laureate. Tutte quante vogliono realizzarsi nella vita ed hanno molte idee d’affari‘,

afferma con orgoglio la Pukiene. Già da due anni la direttrice del progetto sta applicando lo stesso principio in Lituania e i risultati ottenuti lì la rendono fiduciosa per la riuscita dell’isola delle bionde, che aprirà ufficialmente i battenti nel 2015. Si potrà raggiungere l’isola grazie alla creazione di una linea aerea e di una serie di yatch che collegheranno l’aeroporto al resort.
Ovviamente il progetto ha ottenuto il beneplacito del governo maldiviano ma già impazzano le polemiche. E’ idea comune che l’atollo diventerà presto un luogo in cui prolifererà la prostituzione, volendo così tanto insistere sulla passione degli uomini per le bionde. In più, la legge dell’arcipelago dell’oceano indiano afferma che il 50% degli impiegati deve essere di popolazione locale. Ma la maggior parte lì sono more e quindi ecco partire la polemica a sfondo razzista. E di sicuro la cosa non terminerà qui. La popolazione ha già manifestato in maniera decisa contro gli alcolici e i vestiti succinti delle turiste che lasciavano ben poco spazio all’immaginazione. Di sicuro la protesta in questo caso sarà ancora più veemente. Se è vero che la creazione di un nuovo resort implica l’aumento di posti di lavoro per la popolazione locale, non passerà molto tempo prima che la questione arrivi ad un punto di rottura. Quali sono le alternative? Beh, o il resort non si farà più ( per lo meno non su un’isola delle Maldive), oppure le donne locali cominceranno a tingersi i capelli. Cederanno al compromesso pur di avere un posto di lavoro?