Una mappa di Google svela le politiche di censura dei Governi

Mappa di Google
Mappa di Google

Una mappa di Google svela le politiche di censura dei diversi Governi del mondo. Il motore di ricerca statunitense ha reso noto che ogni giorno le agenzie governative di tutto il mondo inviano al provider richieste di eliminazione di contenuti o di informazioni sugli utenti dei loro servizi e prodotti.

Pensavate di non essere controllati? In realtà il più importante motore di ricerca, Google, conserva e archivia milioni di dati.
Ma dove finiscono e come vengono utilizzati questi dati?
Spesso i motori di ricerca sono costretti a comunicare ai Governi parte delle informazioni in loro possesso.
‘Come accade alle altre aziende tecnologie e delle telecomunicazioni, riceviamo regolarmente richieste da agenzie governative di tutto il mondo di rimozione di contenuti dai nostri servizi o di comunicazione di informazioni sugli utenti’. Queste le parole che si leggono proprio accanto alla mappa di Google che mostra il numero di richieste ricevute tra il 1 luglio 2009 e 31 dicembre 2009.

Dalla mappa emerge che il Paese che ha sottoposto a Google il maggior numero di richieste sia di rimozione di URL sia di comunicazione dei dati degli utenti è il Brasile.
L’Italia è invece al sesto posto nella classifica dei Paese che hanno effettuato il maggior numero di richieste di dati degli utenti, e al settimo per numero di richieste di censura di contenuti.
In realtà bisogna dire che, se svolte nell’ambito dei limiti normativi presenti in ciascun ordinamento giuridico, queste attività sono perfettamente lecite. Bisognerebbe indagare caso per caso.

Certo è che Google, dal canto suo, promette di trovare il modo migliore per raccogliere queste informazioni e di continuare a migliorare questo strumento di conoscenza per i cittadini oltre che affinare la tipologia di dati che potranno essere visualizzati.