Trascorre una giornata al mare col metal detector: quanto guadagna in 24 ore

Uno dei nuovi hobby più amati da sempre più persone. Avete mai pensato di andare al mare col metal detector? Ecco quanto si guadagna.

al mare col metal detector
Al mare col metal detector – viaggi.nanopress.it

Una passione che alcuni giudicano stramba ed altri invece trovano estremamente divertente, talvolta rilassante ed in alcuni casi anche remunerativa. L’utilizzo del metal detector sta diventando una vera e propria mania per molte persone.

Al mare col metal detector, quanto si guadagna?

All’estero sono spesso utilizzati anche da semplici amatori, che si rendono protagonisti di scoperte incredibili. Tempo fa addirittura ci era giunta notizia dell’incredibile recupero di un anello appartenuto alla famiglia di Anna Bolena.

A volte anche reperti antichissimi come monete risalenti ad epoca romana e molto altro. Scoperte che spesso conducono a scavi più importanti. Si potrebbe quasi dire che è quasi un modo di contribuire all’archeologia.

A raccontare quanto questo hobby possa essere remunerativo è una ragazza appassionata che ci mostra in un video quanto si guadagna in una giornata al mare col metal detector. Come specifica lei stessa nel video si tratta in realtà di un’attività intensiva di un paio di ore, il resto trascorso in spiaggia a rilassarsi.

il bottino di monete
Il bottino di monete – viaggi.nanopress.it

Dunque possiamo solo immaginare quanto si potrebbe portare a casa se solo si trascorressero tante ore utilizzando questo apparecchio. Ebbene in sole due ore di lavoro, la protagonista del video porta a casa monete per un totale di 10 euro! Ci vuole davvero molta pazienza, lo dice anche lei. Perché i metal detector sono strumenti estremamente sensibili, ma chiaramente non rilevano solo preziosi tesori.

Può dunque capitare di individuare tappi di metallo, gioielli in metallo di poco valore, ed altri oggetti erroneamente seppelliti sotto la sabbia. L’importanza è avere determinazione, anche perché lo sappiamo bene, se c’è un luogo dove trovare oggetti smarriti, quello è proprio la spiaggia.

Praticare questo hobby in Italia

Dicevamo dunque che all’estero questa attività può essere molto remunerativa, ma in Italia come funziona? Si tratta naturalmente di una attività possibile, ma regolamentata. Per capire il corretto utilizzo della strumentazione ci si deve attenere alla legge Legge 1089/39, del Codice dei Beni culturali e del paesaggio.

Dunque oggetti di valore storico o archeologico sono comunque vigilate dalle autorità competenti, è necessario dunque partire sempre bene informati su dove e quanto ci si possa spingere. Esistono naturalmente aree dove tutto questo è vietato. Come è facile immaginare rientrano tra queste parchi nazionali, aree protette e naturalmente aree archeologiche. Non ci si può appropriare di reperti di valore storico ed archeologico.

Così come se ci si imbatte in un reperto di tale valore in un’area dove è consentito utilizzare il metal detector, si è obbligati ad avvisare le autorità entro 24 ore, pena una denuncia penale. Dove si può andare? In spiaggia ovviamente, fino a sei metri dal bagnasciuga e corsi d’acqua.

Al momento lo strumento migliore pare essere il GPX-4500. Di solito per un buon apparecchio si spendono tra i 1000 e i 3000 euro. I migliori possono arrivare ad una profondità di 30/35 centimetri. Quelli più economici sono dai 3 ai 5.

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