Le montagne sacre del Giappone: tra vette innevate e templi buddhisti

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    Conoscere le montagne sacre del Giappone è un modo interessante per scoprire meglio la cultura e le religioni giapponesi: su queste isole infatti si intrecciano buddhismo e shintoismo, che insieme creano un’unico sistema religioso che si esprime in molti modi diversi; tra questi c’è appunto la credenza che alcuni monti siano sacri alla religione, e per questo ai loro piedi e sulle loro pendici sono stati costruiti molti templi. Come spesso accade, ogni corrente religiosa attribuisce alle stesse montagne sacre significati diversi, e questo non fa altro che arricchirle di mistero e simboli: per chi ama la storia delle religioni e l’antropologia, durante una vacanza in Giappone una visita ai suoi monti sacri è imperdibile ed indispensabile per capire meglio molti aspetti della vita degli abitanti, religiosa e non.

    Il Monte Kōya, che in realtà è un gruppo di montagne, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si trova nella penisola di Kii, a sud di Osaka, ed è sacro al buddhismo Shingon: per coloro che vogliono sperimentare un soggiorno nel silenzio e nella calma dei monasteri costruiti sulle sue pendici, c’è la possibilità di dormire con i monaci e di dividere con loro i gesti della vita quotidiana, come i pasti e la meditazione. Se siete alla ricerca di voi stessi, o più semplicemente di una via di fuga dalla routine troppo frenetica della vita di tutti i giorni, visitare questi giardini zen immersi nel silenzio più totale e partecipare alla sacralità dei rituali buddhisti in uno dei luoghi più sacri del Giappone può essere un vero toccasana; inoltre, c’è la possibilità di fare delle belle passeggiate sui sentieri escursionistici che si snodano sulle pendici dei monti. Vicino a Tokyo si trova invece il Monte Nikkō, anch’esso un gruppo montuoso, sulle cui pendici sorgono molti importanti santuari e templi; queste montagne si trovano all’interno dello spettacolare Parco Nazionale di Nikkō, che grazie ai suoi paesaggi, alle cascate e alle foreste rigogliose è uno tra i più suggestivi parchi nazionali del Giappone.

    In Giappone ci sono inoltre anche le cosiddette “tre montagne sacre”: il Monte Fuji, a 100 chilometri da Tokyo, il Monte Tateyama, una delle vette più alte dei Monti Hida, e il Monte Hakusan, un vulcano potenzialmente attivo che si trova al confine tra le prefetture di Gifu, Fukui ed Ishikawa. Il Monte Fuji è sicuramente il più famoso di tutto il Giappone, grazie al suo cono innevato perfettamente simmetrico e grazie alla sua vicinanza a Tokyo, dalla quale si può vedere nelle giornate più limpide. Il fatto che il Monte Fuji sia venerato da molte religioni e rappresenti diversi simboli per le varie sette è testimoniato dalla presenza di diversi templi sulle sue pendici: da sempre adorato dalla popolazione aborigena degli Ainu, è sacro alla dea shintoista Sengen-Sam, alla quale è dedicato un santuario sulla sua vetta; dai buddhisti giapponesi è ritenuto il cancello per accedere ad un altro mondo, mentre per la setta dei Fujiko è un’anima vivente. La cima del Monte Tateyama si può raggiungere, a partire dal mese di aprile, passando attraverso una strada immersa tra due altissime e suggestive pareti nevose; per quanto riguarda il Monte Hakusan invece, tra i suoi circa 2.000 santuari il principale è il Santuario di Shirayama Hime.