Isola delle bambole in Messico: un luogo inquietante per animi coraggiosi

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    Non siete degli amanti delle festività natalizie e in questo periodo dell’anno preferireste emigrare in un posto lontano? Avete mai sentito parlare dell’Isola delle Bambole in Messico? Si tratta di un anfratto nascosto in una delle lagune messicane: lo spettacolo inquietante che offre è riservato soltanto a chi ha coraggio da vendere. L’isola sudamericana, di primo acchito, colpisce per l’incanto della natura selvaggia, ma ad un’osservazione più attenta, lascia letteralmente impietriti: tra le rigogliose fronde e lungo i canali sono disseminati vecchi bambolotti impiccati sugli alberi e parti di questi sono appese qua e là sui rami, sulle staccionate, su corde e reti.

    Sembra incredibile, eppure semplici giochi di bambina, in questo luogo dimenticato persino da dio, costruiscono uno scenario proibito ai deboli di cuore.

    Questo isolotto dell’orrore si trova nella laguna di Tlilac, non molto lontano da Città del Messico, nell’area del distretto federale conosciuta come Xochimilco. Il suo nome in spagnolo è Isla de las Muñecas (l’Isola delle bambole). La laguna in cui è immersa è caratterizzata dalla classica bellezza tropicale, fatta di piante acquatiche, uccelli maestosi e infinite varietà di fiori colorati.

    Grazie a piccole imbarcazioni è possibile addentrarsi nella foresta percorrendo i piccoli canali che, poco alla volta, sono sempre meno illuminati, per via dell’intrigo floristico. Vi accorgerete in breve che al di là della veste di apparente bellezza, in quel luogo, si nasconde un macabro museo delle bambole.

    La domanda a questo punto vi sorgerà spontanea: come ci sono finite in mezzo all’oceano tutte quelle bambole a pezzi? La risposta è piuttosto articolata: la trama è fatta di leggenda, l’ordito di verità.

    Si dice che le bambole custodiscano lo spirito di una bambina affogata in un punto della laguna, molto vicino all’isola stessa.

    Il vero protagonista dell’intera storia è un uomo, un contadino di mezz’età chiamato Don Julian Santana Barrera, che lasciò la moglie, la figlia e la sua terra, per trasferirsi in questo luogo. Un giorno Santana vide che una bambina stava affogando nelle acque della laguna, tentò di salvarla, tuttavia i suoi tentativi si rivelarono vani e lei, tragicamente morì.

    Molti sostengono che questa bambina non sia mai esistita, ma che fosse solo il frutto della follia che ormai da tempo dominava la vita di questo povero uomo solitario.

    Tuttavia questo o un altro evento ignoto hanno portato alla realizzazione di quel contesto angusto ed inquietante che oggi è frequentato da moltissimi turisti.

    Dopo la scomparsa di questa bambina, Santana pescò una bambola dalle acque della laguna, e lui era certo che fosse appartenuta alla giovane scomparsa. Così decise di legarla a un albero come forma di rispetto. Col tempo l’uomo si sentì perseguitato dallo spirito di quella bimba morta prematuramente e cominciò a collezionare bambole di fattura simile e ad appenderle su ogni albero dell’isola.

    La gente che lo conosceva sostiene che la sua fosse diventata un’autentica ossessione, priva di significato realmente accettabile. Per oltre 50 anni il folle contadino ha continuato a collezionare fantocci e ad appenderli ovunque, torturandoli, decapitandoli o tagliando loro qualche parte.

    Ormai l’isola si era trasformata in una sorta di macabro santuario a cielo aperto, incorniciato dal verde della foresta. Fino a quando un giorno avvenne il fatto che contribuì a rafforzare la fama di questo luogo maledetto.

    La storia infatti non finisce qui, anzi, si infittisce di altro mistero.

    Un giorno Santana fu trovato morto nella laguna, annegato esattamente nello stesso punto in cui la bambina perse la sua giovane esistenza. La morte dell’uomo ha rafforzato la carica mistica di questo luogo e l’ha reso improvvisamente un’attrazione turistica per genti coraggiose e amanti del macabro.

    Se volete mettervi alla prova con un viaggio insolito, considerate che il giro completo dell’isola attraverso i suoi canali dura circa 4 ore. Scegliete un giorno infrasettimanale, perché durante il week end ormai è presa d’assalto e il rischio è che la vostra visita a questo luogo d’ispirazione gotica si trasformi in realtà in un goliardico giro nel tunnel dell’orrore del peggior Luna Park della vostra vita.

    Un ultimo consiglio: guardatevi sempre alla spalle, chissà che realmente quelle bambole ospitino spiriti di bambini morti troppo presto…. La Isla de las Muñecas es leyenda.