Durante gli scavi emergono i resti di un bambino: risalgono all’età della pietra

Resti di un bambino in un antico complesso funerario di circa 8 mila anni fa. La scoperta, fatta in Finlandia, ha qualcosa di incredibile.

Resti di un bambino
Ritrovati resti di un bambino – viaggi.nanopress.it

Già nel periodo dell’Età della Pietra sembrerebbe che gli uomini avessero addomesticato i lupi stabilendo con loro un legame strettissimo. Il rapporto uomo-animale, anzi, sarebbe stato così forte da trascendere anche dopo la morte. A dimostrazione di questa tesi vi è una recente scoperta che viene dal Nord Europa, più precisamente dalla Finlandia.

Resti di un bambino e il suo fedele amico ritrovati in Finlandia

Nella Finlandia orientale, a Outokumpu, alcuni scavi archeologici hanno portato a una scoperta che ha dell’incredibile. Proprio qui gli esperti si sono imbattuti in un complesso funerario antico, risalente al Mesolitico tra il 10.000 e l’8.000 a.C. All’interno della tomba i resti ritrovati sono quelli di un bambino, dall’età compresa tra i 3 e i 10 anni.

Cercando di ricostruire la vicenda, è verosimile che gli uomini di circa 8 mila anni fa si trovassero in cammino nell’Europa settentrionale per seguire la migrazione degli alci. A causa del freddo gelido dell’inverno, probabilmente i membri più deboli della tribù morirono e trovarono sepoltura nella gelida terra finlandese.

Ritrovati resti di un bambino
Ricostruzione artistica – viaggi.nanopress.it

Non si può avere la certezza di come siano andate le cose, anche perché sono veramente pochi i reperti trovati nelle tombe funebri di quest’epoca storica. La tomba di Majoonsuo, però, straordinariamente conserva ancora qualche testimonianza che potrebbe aiutare i ricercatori a scoprire qualcosa in più sulle modalità di sepoltura utilizzate dalle antiche popolazioni e sul culto dei propri defunti.

Resti di un bambino nella tomba di Majoonsuo

Gli esperti dell’Università di Helsinki hanno recentemente pubblicato su Plos One i risultati della loro straordinaria scoperta. I rinvenimenti sono da considerare importantissimi perché l’elevata acidità del terreno della Finlandia permette raramente di trovare resti umani o altri reperti da analizzare.

La tomba di Majoonsuo al momento del ritrovamento conservava fibre animali e vegetali, arredi funerari, indumenti e corredi. Tra i reperti, spiccano resti di piume di uccelli acquatici e di falco, peli di lupo (forse suo fedele compagno) e fibre liberiane, probabilmente utilizzate come vestiti o ornamenti oppure per abbellire la tomba.

Questo sarebbe il primo caso di un ritrovamento simile in Finlandia.

Questo complesso funerario in realtà era già stato scoperto nel 1992. In quell’occasione, archeologi e paleontologi avevano scovato la tomba grazie alla presenza di una macchia ocra brillante. Questa macchia era un’argilla ricca di ferro, un materiale che secondo gli studiosi era spesso utilizzato nelle sepolture antiche.

Tomba in Finlandia
Tomba in Finlandia – viaggi.nanopress.it

Proprio grazie alla presenza dell’ocra rossa si sarebbero conservati i resti umani e le fibre resistendo all’attacco batterico.

L’Agenzia del Patrimonio finlandese tuttavia non si mosse per verificare che al di sotto di quel cumulo di terra ci fosse qualcosa, almeno non lo fece fino al 2018. Quattro anni fa, gli archeologi ebbero il via libera per iniziare a scavare e pian piano il complesso funebre uscì allo scoperto.

La scoperta all’interno della tomba di denti umani e resti animali e vegetali risale però solo a pochi mesi fa.

Gli altri ritrovamenti

I resti di cui parliamo sono comunque veramente microscopici. La natura di questi reperti infatti è stata resa possibile solo grazie ad analisi approfondite fatte tramite apparecchiature sofisticate.

Nello specifico, oltre ai denti di bambino, sono stati ritrovati circa 90 denti di alce accanto al defunto, punte di freccia in quarzo, 24 frammenti di piume.

Il ritrovamento che ha più colpito gli archeologi sono però i peli di un canide, forse sepolto insieme a lui per accompagnarlo fedelmente anche nel suo viaggio nel regno dei morti. L’ipotesi che si trattasse di un lupo è confermata da diverse sepolture simili ritrovate in Svezia.

La scoperta finlandese arricchisce un progetto portato avanti dalla dottoressa Kristina Mannermaa, Animals Make Identities, volto a studiare i legami tra uomo e animale nei luoghi di sepoltura.

«Il lavoro è lento, ma pieno di soddisfazioni. Tutto ciò ci indicherà la via per comprendere come le persone preparassero i loro cari al viaggio dopo la morte» ha detto la ricercatrice.