Allerta meteo, anche l’Italia a rischio uragano: dove potrebbe arrivare a breve

Allerta meteo, salgono le temperature del Mediterraneo e cresce di conseguenza anche il rischio uragano. Si chiama Medicane e potrebbe arrivare tra novembre e dicembre.

Uragano
Rischio uragano – Viaggi.Nanopress.it

Il nostro caro Mar Mediterraneo è ammalato e la sua malattia fa davvero paura. Un fenomeno del genere non era mai accaduto prima d’ora: lo scorso ottobre le temperature delle sue acque sono state spaventosamente alte, con un incremento di 5°C rispetto alla media storica di riferimento.

Tutto questo spaventa gli scienziati per le conseguenze disastrose e gli squilibri naturali che la febbre del Mediterraneo potrebbe causare.

Allerta meteo: il Mediterraneo sempre più caldo e cresce il rischio Medicane

Il Mar Mediterraneo peggiora di anno in anno e sembra proprio non volerne sapere di guarire. Vuoi per l’inquinamento, vuoi per il cambiamento climatico, le sue acque sono diventate bollenti come non mai in questo specifico periodo dell’anno.

A mostrarci la sua pessima condizione è il Servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus, il progetto gestito dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea. La situazione, come appare nell’immagine pubblicata sui canali social del progetto, è davvero drammatica.

Fino agli anni Ottanta le temperature del Mediterraneo superavano mediamente i 25°C durante la stagione estiva, da luglio fino ai primi di settembre. Oggi, invece, non è più così: il periodo di fuoco si è esteso moltissimo interessando anche i mesi di giugno e ottobre. Ovviamente, tutto questo ha sull’ambiente delle ripercussioni terribili.

Allerta meteo: le conseguenze del caldo anomalo

A causa dell’estate rovente appena trascorsa, gli scienziati sono in allerta. Secondo i dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche, i mesi di giugno, luglio e agosto sono stati i più caldi in assoluto in Europa. In Italia, in particolare, le temperature sono state più alte di circa 2.05° C rispetto alla norma e alle medie del periodo tra il 1991 e il 2020.

Le temperature delle acque hanno raggiunto addirittura i 30°C, circa 5°C in più rispetto al dovuto, e questo potrebbe creare le condizioni perfette per lo sviluppo di fenomeni atmosferici davvero estremi.

Secondo le previsioni, infatti, si potrebbe verificare un temibile Medicane, ovvero un uragano mediterraneo, oltre ad alluvioni violentissime e trombe d’aria.

È così quindi che potremmo pagare le conseguenze del terribile cambiamento climatico che sta attanagliando la nostra epoca, e il fenomeno potrebbe verificarsi tra novembre e dicembre.

La tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, inoltre, sta avendo conseguenze gravi anche sulla biodiversità. A causa delle temperature sempre più tropicali, infatti, si sta verificando un vero e proprio boom di specie aliene e invasive che possono mettere a repentaglio la sopravvivenza di quelle endemiche.

Niente di tutto questo, insomma, dovrebbe farci dormire sonni tranquilli.

Medicane: cos’è e come si forma

Gli esperti lo hanno chiamato Medicane dall’unione dei termini inglesi mediterranean hurricane. E in effetti di una specie di uragano mediterraneo si tratta. Un fenomeno un tempo molto raro, perché il nostro mare non aveva mai presentato differenze di temperatura tra acque e atmosfera così importanti. Non lo aveva mai fatto, almeno, fino ad oggi.

Allerta meteo
Uragano – viaggi.nanopress.it

La piaga del cambiamento climatico comporta anche questo: portare fenomeni metereologici tipici delle zone tropicali anche in acque tranquille.

Combattere gli uragani quindi non sarà più un affare di Paesi come la Florida o le Bahamas, ma anche dell’Italia, soprattutto della zona meridionale.

Il generale Costante De Simone del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare ha spiegato il meccanismo del fenomeno.

“Quando c’è differenza di temperatura si innescano i movimenti. Con il riscaldamento poi evapora molta più acqua portando con sé una grande quantità di energia che viene liberata nell’atmosfera.”

È proprio a causa della concentrazione d’energia che oggi assistiamo sempre più frequentemente a piogge di breve durata, ma molto più intense e localizzate che diventano spesso e volentieri molto pericolose.

Tornando ai Medicane veri e propri, questi assomigliano ai cicloni tropicali, ma hanno dimensioni e diametro minori e durano generalmente solo pochi giorni. La loro pericolosità può essere paragonata a quella di un uragano di categoria 1, con venti a circa 120 chilometri orari.

Negli ultimi vent’anni se ne sono contati circa trenta: l’ultimo, avvenuto lo scorso ottobre 2021, ha interessato la Sicilia e ha provocato tre morti.