Visitare la Toscana percorrendo la Via Francigena

da , il

    Visitare la Toscana percorrendo la Via Francigena

    La Toscana è sicuramente una delle regioni italiane più amate e apprezzate dai turisti di tutto il mondo: un infinito susseguirsi di colli, vigneti e antichi borghi che farebbero la felicità di qualunque viaggiatore appassionato di cultura, paesaggi, buon cibo e ottimo vino. Eppure, c’è un modo alternativo e di grande suggestione per visitare la Toscana: percorrere l’antica Via Francigena.

    La Via Francigena era il percorso che seguivano i pellegrini per raggiungere Roma da Canterbury in epoca medioevale, quando compiere un pellegrinaggio a piedi, possibilmente di 20 o 25 chilometri al giorno, era un modo per espiare le proprie colpe e dimostrare la propria devozione. Come per tutti i percorsi dei pellegrini, ad esempio il più famoso cammino di Santiago de Compostela, anche la Via Francigena ha visto, nei secoli passati, la nascita di borghi, paesi e città lungo il suo percorso, luoghi di raccolta, monasteri, centri di scambi commerciale e ritrovi religiosi. Di posti da vedere in Toscana ce ne sono moltissimi, ma decidere di affrontare questo percorso, che si snoda nella regione per 400 chilometri, è una decisione di cui non vi pentirete: partendo dal Passo della Cisa si arriva fino a Radicofani, percorrendo zone della Toscana meno conosciute dal turismo di massa e, per questo motivo, forse anche più interessanti. I paesaggi cambiano frequentemente, passando da quelli montagnosi dell’Appennino a quelli costieri del tratto centrale, per cambiare a Lucca immergendosi nel paesaggio collinare così tipico e amato di questa regione. La regione Toscana, in questi giorni, ha dichiarato uno stanziamento di 9 milioni di euro per valorizzare i percorsi della Via Francigena, che in Toscana tocca 34 comuni e 14 punti tappa. Questo progetto di riqualificazione include tra l’altro una serie di interventi quali segnaletica, restauri e sistemazioni urbane come servizi, aree di sosta e chioschi informativi. Lo scopo è quello di mettere in sicurezza e dare continuità al tracciato dei pellegrini, per renderlo fruibile non solo a chi si muove a piedi, ma anche a chi preferisce utilizzare altri mezzi di trasporto come la bici o l’auto. Tutto si concluderà entro il 2011, in un ottica di sviluppo del turismo slow ed eco-sostenibile: è un’occasione davvero unica per scoprire un itinerario unico per bellezza e capacità di evocazione e può essere un’esperienza per tutti quelli che credono nel nuovo modo di viaggiare slow-walking.