Siccità, risale l’acqua del mare: mai successo prima d’ora | Danni irreparabili

La siccità di questi ultimi tempi sta portando a una delle peggiori conseguenze mai verificatesi: il mare sta risalendo i fiumi. Ecco cosa vuol dire, quali sono le conseguenze e cosa possiamo fare.

Mare alto e siccità
Mare alto e siccità – Viagginanopress.it

La crisi climatica colpisce ancora e questa volta non si può restare fermi a guardare. Da un po’ di tempo la siccità si sta facendo sentire per il fiume Po, adesso più prosciugato che mai. Il più lungo fiume italiano sta infatti combattendo contro la più grande siccità mai verificatasi negli ultimi 70 anni e ha raggiunto i livelli più bassi di sempre. Il Po si trova infatti a circa -3,7 metri rispetto al suo livello standard e questo dovrebbe farci preoccupare.

Allarme siccità
Allarme siccità – viaggi.nanopress.it

Siccità, cosa l’ha causata e cosa sta succedendo

Inverni aridi e privi di piogge, scarsità di neve sulle Alpi, primavera dalle temperature sempre più alte. Il cambiamento climatico che attualmente sta interessando la nostra epoca non sta facendo altro che trascinarci verso conseguenze sempre più catastrofiche di cui sembra non tutti se ne stiano rendendo conto.

La disastrosa siccità del Po sta forse dandoci uno scossone decisivo, volto a far prendere seriamente la questione della crisi del clima. Tra gli effetti più catastrofici, la rottura dell’equilibrio naturale non è tardata ad arrivare e sta colpendo in particolar modo il nord Italia e il fiume Po.

Siccità e cuneo salino

La siccità sta prosciugando i fiumi d’Italia e l’acqua salata del mare sta pian piano avanzando nell’entroterra. Questo fenomeno prende il nome di cuneo salino.

Si tratta di un fenomeno naturale che si verifica soprattutto presso le foci a delta dei fiumi, come quella del nostro Po. La portata ridotta del fiume, dovuta alla siccità, ha fatto sì che le acque dolci sotterranee si ritirassero e che quelle salate del mare, invece, avanzassero sempre di più. In altre parole, l’acqua salata si sta facendo sempre più strada nelle falde acquifere, compromettendone l’utilizzo dell’acqua.

Questo è quello che sta accadendo al Po, il cui cuneo salino si è rientrato di circa 30 km verso l’interno nel giro di pochissimo tempo. In un rapporto del WWF si legge a proposito della siccità del Po:

«La desertificazione sta mangiando tratti sempre più lunghi e profondi del fiume e questo ha conseguenze gravissime sulle coltivazioni, sulla biodiversità e sul settore idroelettrico, anche nell’immediato».

E questo è disastroso. Già in ben 125 comuni del nord Italia le restrizioni e i provvedimenti presi per contrastare questo stato di emergenza hanno reso obbligatorio il razionamento dell’acqua che potrà essere utilizzata dai cittadini solo per bere e lavarsi.

Allarme siccità
Allarme siccità – viaggi.nanopress.it

Le conseguenze della siccità

I danni provocati da una così grave siccità sono irreparabili. Entrando all’interno delle falde acquifere, l’acqua salata rende praticamente inutilizzabile l’acqua nel settore dell’agricoltura. Il sale infatti brucerebbe ogni coltivazione, che andrebbe perduta, e darebbe inizio al fenomeno della desertificazione.

Questo fenomeno, a sua volta, si ricollega al rischio di incendio: un terreno arido e secco infatti tende a essere maggiormente soggetto alle fiamme che, se alimentate, portano alla deforestazione.

Ma non solo. Anche l’allevamento del bestiame ne subirebbe gravi conseguenze: l’acqua non sarebbe più sufficiente per abbeverare tutti gli animali e soprattutto gli allevamenti intensivi smetterebbero di funzionare.

Inoltre se l’acqua del fiume diminuisce, anche chi la abita subirà i suoi effetti negativi. Un fiume in secca porta alla perdita della biodiversità che lo contraddistingueva: le piante non cresceranno più e i pesci moriranno.

Da non sottovalutare è anche il problema dell’inquinamento. Senza il flusso delle acque dei fiumi e il conseguente ricambio naturale dell’acqua, si potrebbero creare delle pozze stagnanti dove la concentrazione delle sostanze inquinanti aumenta notevolmente. Infatti, minore sarà la portata dell’acqua maggiore sarà la concentrazione di queste sostanze.

Cosa fare per risparmiare l’acqua

Non tutto è ancora perduto. Per contrastare il problema della siccità, infatti, basterebbe avere più rispetto dell’acqua iniziando a modificare i nostri comportamenti nei suoi confronti, smettendo di vederla come una fonte inesauribile.

Il risparmio dell’acqua ha inizio esattamente da piccoli gesti che tutti possiamo tranquillamente fare. Chiudere il rubinetto mentre laviamo in denti o mentre facciamo lo shampoo, per esempio, potrebbe essere una buona abitudine; fare la doccia anziché il bagno, potrebbe farci risparmiare davvero moltissimi litri d’acqua; riutilizzare l’acqua ogni volta che si può potrebbe anche essere una scelta intelligente cosi come azionare la lavastoviglie solo a pieno carico e utilizzare gli elettrodomestici in modalità eco.

Tuttavia, non dipende solo da noi. È stato verificato infatti come la maggior parte dell’acqua venga sprecata a causa della mancata manutenzione delle reti idriche italiane. Circa il 40% dell’acqua trasportata dalle tubature, secondo una ricerca, viene dispersa e solo il 50% riesce a raggiungere effettivamente le case dei cittadini.

Il punto 6 dell’Agenda 2030

Non si può non fare cenno al punto 6 dell’Agenza 2030, il programma dell’ONU volto allo sviluppo sostenibile e alla salvaguardia del pianeta. Esattamente il punto 6 pone come obiettivo quello di garantire a tutti la disponibilità di acqua potabile che purtroppo oggi, a causa delle infrastrutture scadenti e della cattiva gestione, non è accessibile a molti. I traguardi da raggiungere propongono quindi di:

  • garantire a tutti l’accesso all’acqua potabile e migliorarne la gestione
  • ridurre l’inquinamento delle acque
  • proteggere gli ecosistemi legati all’acqua
  • garantire forniture sostenibili d’acqua potabile per affrontare serenamente un’eventuale carenza idrica
  • ottenere impianti igienico sanitari adeguati a tutti e porre fine al fenomeno della defecazione all’aperto

Impianti di purificazione: il caso Bill Gates

A proposito di impianti igienico sanitari e fenomeno della defecazione all’aperto, è importante fare brevemente cenno al progetto ingegnoso che da anni è sostenuto da Bill Gates.

La Gates Foundation ha, infatti, inventato un particolarissimo macchinario capace di trasformare gli scarti umani in acqua potabile. Ciò potrebbe essere una grande rivoluzione soprattutto per le zone più povere del mondo, dove l’acqua potabile è ancora quasi un miraggio.

Il macchinario funziona in modo abbastanza semplice. Gli scarti vengono compressi e mandati in una camera ad alta temperatura dove vengono solidificati. In questo contesto, l’acqua si separa evaporando e viene raccolta e filtrata fino ad essere resa del tutto sicura e potabile. Gli scarti, a loro volta finiscono in un bruciatore che, producendo ceneri (utili per la fertilizzazione dei campi) mettono in moto delle turbine che producono energia elettrica. Un’invenzione quindi sicuramente ingegnoso, ma efficiente e innovativo che potrebbe risultare una vera e propria rivelazione.