Scoperto il buco nero più vicino alla Terra, si trova a solo 1600 anni luce

Il buco nero più vicino alla Terra si trova nella costellazione di Ofiuco, è dormiente e la sua origine è ancora sconosciuta.

scoperto buco nero vicino alla terra
Scoperto buco nero vicino alla terra – viaggi.nanopress.it

Da oggi possiamo dire che la nostra Terra abbia un nuovo vicino di casa. Il nostro Pianeta, infatti, sembrerebbe proprio trovarsi nei presso di un buco nero, il più vicino alla Terra mai scoperto. Per vicino si intende a circa 1.600 anni luce. Niente panico, quindi: il nostro mondo non corre al momento nessun rischio.

Gaia BH1, il buco nero più vicino alla Terra è dormiente

Gaia BH1 è ufficialmente il buco nero più vicino alla Terra. Ad affermarlo una ricerca pubblicata di recente sul MonthyNotices of the Royal Astronomical Society.

Questo enorme oggetto astronomico si trova all’interno della costellazione di Ofiuco, è accompagnato da una stella simile alla nostra che gli orbita intorno, e ha una massa almeno 10 volte maggiore a quella del Sole.

Nonostante sia il buco nero più prossimo a noi, la sua distanza lo tiene alla larga dal nostro Pianeta quanto basta per non rappresentare un pericolo. Trovandosi a circa 1.600 anni luce, infatti, a dire degli esperti ci vorrebbero 1.600 anni prima di poter avere un incontro ravvicinato.

Gaia BH1 è un buco nero dormiente. Ma cosa significa?

Quando si parla di buchi neri si fa riferimento a quelle regioni dello spazio in cui la densità è tale da dare vita a un campo gravitazionale gigantesco che intrappola persino la luce. Ecco perché questi oggetti astronomici così affascinanti sono impossibili da individuare se non tramite l’osservazione del comportamento dei corpi celesti situati nei loro pressi.

Buco nero
Buco nero – viaggi.nanopress.it

Rilevare i buchi neri è quindi possibile solo tramite l’emissione di raggi X espulsi mentre questi consumano la materia degli oggetti che orbitano loro intorno. Nel caso dei buchi neri dormienti, però, le cose sono ancora più difficili visto che non sono dei corpi “attivi”, non consumano materia e di conseguenza non emettono sufficienti raggi X.

Il complesso lavoro degli scienziati

Il merito delle prime osservazioni, dopo quattro anni di ricerche, si deve riconoscere al team di scienziati guidati dall’astrofisico Kareem El-Badry.

Gli esperti sono riusciti a scorgere delle piccole irregolarità nell’orbita della stella e a rilevare la sua velocità. I dati che sono venuti fuori dalle analisi hanno confermato che il sistema formato dal buco nero scoperto e dalla sua stella contiene inevitabilmente una stella e un buco nero dormiente.

Buco nero dormiente
Buco nero dormiente – viaggi.nanopress.it

Il buco nero dormiente è stato individuato per la prima volta dal telescopio spaziale Gaia, da cui prende il suo nome. In seguito, le ricerche sono andate avanti con Gemini North, il telescopio sito alle isole Hawaii.

Gli scienziati sono stati capaci di risalire al buco nero osservando la luce emessa dalla stella che gli gira attorno. Questa sembrerebbe orbitare a una distanza uguale a quella tra la Terra e il Sole.

Un mistero da svelare

Sappiamo che un buco nero si forma dall’implosione di una stella con una massa di 25 volte quella del Sole. L’origine di Gaia BH1 invece non è ancora chiara agli esperti.

Secondo gli scienziati, la stella che avrebbe originato quest’oggetto misterioso avrebbe dovuto avere una massa stellare 20 volte maggiore di quella della nostra. Questo, secondo le teorie conosciute fino ad oggi, avrebbe alterato decisamente l’orbita della stella che attualmente gira attorno a Gaia BH1.

buco nero più vicino alla Terra
Buco nero più vicino alla Terra – viaggi.nanopress.it

Solo che invece non sembrerebbe essere così: il suo moto prosegue senza grandissime anomalie.

Tutte queste osservazioni lasciano quindi ancora la questione aperta sulla formazione di questo sistema stellare binario, tanto affascinante quanto misterioso.