Ritrovato un relitto del 1942 in acqua: quel che c’era al suo interno è da brividi

Lo cercavano da tantissimi anni e dopo tanti sforzi è stato finalmente individuato. Un relitto del 1942, scopriamo dove si trova e cosa ci sarebbe al suo interno.

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Ritrovato un relitto – viaggi.nanopress.it

Una ricerca lunghissima che ormai lasciava poche speranze di portare ad esiti positivi. Dopo tantissimi anni ad emergere è un reperto storico famosissimo, che negli anni ha dato vita ad una serie di speculazioni circa la sua scomparsa, avvenuta il 22 giugno del 1942. Ora si potrà mettere la parola fine su questa vicenda e dare pace anche alle persone coinvolte. Vediamo di che si tratta.

Ritrovato un relitto del 1942, ecco dove si trovava

A dare la notizia di questo incredibile recupero è la Silentworld Foundation, compagnia celebre nell’ambito dell’archeologia subacquea. Si tratta di un’organizzazione senza scopo di lucro, con l’obiettivo di sostenere e promuovere archeologia, storia, cultura e il patrimonio marittimo. Si occupa principalmente di fare lavori di ricerca di tipo accademico e il suo lavoro è riconosciuto a livello internazionale.

Questa volta insieme al primo ministro australiano Anthony Albanese, hanno dato da poco notizia del ritrovamento di una nave affondata il 22 giugno 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale. Il relitto dopo tanti anni è stato individuato in fondo all’arcipelago delle Filippine. Una notizia molto importante soprattutto perché non si tratta di una nave qualsiasi.

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Relitto del 1942 – viaggi.nanopress.it

Gli storici la conoscono come la Montevideo Maru, nata imbarcazione mercantile e poi il trasformata in nave passeggeri trasportando emigrati tra il Giappone ed il Brasile. Durante il conflitto mondiale fu uno dei partecipanti nella battaglia di Makassar che si svolse dal 6 al 16 febbraio del ’42. Appartenente alla compagnia Osaka Shosen Kaisha, il suo affondamento è praticamente considerato uno dei peggiori eventi nella storia marittima australiana.

La storia della nave Montevideo Maru

Le ricerche del relitto erano ricominciate nel 2010 per volontà del primo ministro australiano dell’epoca, Kevin Rudd. Il relitto della Maru è stato individuato solo il 18 aprile scorso a circa 4.000 metri di profondità. Precisamente a 110 chilometri dall’Isola di Luzon, grazie all’impiego di tecnologie molto avanzate come dei droni sottomarini.

Le autorità australiane confidano che finalmente la notizia possa dare pace e serenità alle famiglie coinvolte in questo terribile disastro. Sebbene considerata la profondità in cui si trova la nave, la decisione sembra essere quella di non procedere al recupero di alcun oggetto o corpo al suo interno.

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Montevideo Maru – viaggi.nanopress.it

La Nave insieme ad altre due imbarcazioni, note come Plata Maru e Santos Maru, faceva parte di un gruppo di navi ad utilizzo transpacifico. Un mezzo davvero imponente di 7000 tonnellate e 130 metri di lunghezza. Il suo affondamento provocò la scomparsa di 1054 passeggeri tra prigionieri di guerra e civili, che dovevano essere trasportati da Rabul fino ad Hainan.

Il numero delle vittime nel relitto del 1942

Responsabile del disastro fu il sommergibile americano Uss Sturgeon, che tramite l’utilizzo di quattro missili ne provocò l’affondamento in soli 11 minuti. Pare che solo 88 persone riuscirono a sopravvivere.

Il numero delle vittime è stato per anni oggetto di dibattiti e controversie, perché secondo le autorità si sarebbe trattato di numeri non confermati. Il registro ufficiale contenente l’elenco dei passeggeri è smarrito dal lontano 1945. Solo nel 2012 grazie alla consegna di alcuni documenti da parte del governo giapponese si è potuto risalire al numero ufficiale tra civili, ufficiali e sottoufficiali.

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Ricerche del relitto – viaggi.nanopress.it

Una teoria complottista però afferma anche che alcune persone considerate morte a bordo della nave in realtà fossero già state torturate ed uccise ancora prima di partire, altri ritengono che ci siano stati molti più sopravvissuti, tratti in salvo e trasportati sull’isola giapponese di Kobe.

Tutte speculazioni non confermate che probabilmente a questo punto non verranno più indagate. Il governo australiano ritiene infatti con il ritrovamento del relitto del 1942 di poter mettere una pietra su un doloroso capitolo della loro storia. A Melbourne si trova un memoriale dedicato alle vittime presso l’ospedale Repatriation, un altro è invece a Ballarat, presso il memoriale degli ex prigionieri di guerra australiani.

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