Mob Museum: a Las Vegas il museo della storia della mafia Usa

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    Il Mob Museum di Las Vegas, ovvero il museo della storia della mafia a stelle e strisce e della criminalità organizzata, è stato inaugurato ufficialmente: il giorno di apertura, ovvero il 14 febbraio, non è stato scelto a caso. Lo stesso giorno del 1929, infatti, la band di Al Capone, tornato alla ribalta sugli schermi grazie alla serie Usa Birdwalk Empire, regolò i conti con la band rivale in quel che viene ricordato come il Massacro di San Valentino, uccidendone i componenti in un garage di Chicago e diventando di fatto il padrone della città.

    Oggi, per la gioia di chi è interessato a Las Vegas anche per un tour nei musei della mafia, un pezzo di muro di quel garage, ancora pieno di fori di proiettile, si trova proprio al Mob Museum e fa da sfondo alla proiezione di video. D’altra parte, il museo in sé è un cimelio importante, perchè sorge proprio al posto del tribunale – ottimamente restaurato con ancora le caselle postali originali dell’epoca – dove, nel 1950, si tennero le udienze della Commissione anticrimine del Senato americano nel corso di un’indagine contro la mafia che portò in aula 600 testimoni (tra i quali anche Franck Costello).

    Ma nel museo sono custoditi anche altri preziosi cimeli che hanno fatto la storia dello sviluppo della città del gioco d’azzardo e dei vizi: passando attraverso gli anni del Proibizionismo, con quel miscuglio di fascino e ribrezzo che la storia della malavita esercita, si possono vedere esposte le sedie elettriche, protagoniste di tante esecuzioni letali, così come quella da barbiere sulla quale morì il boss Albert Anastasia.

    Se vi avete intenzione di farvi un giro al Mob Museum di Las Vegas, arrivateci preparati: non solo in senso storico, ma anche psicologicamente perchè verrete trattati come dei sospetti criminali appena messo piede all’ingresso e, di conseguenza, sottoposti all’identikit.