Il borgo da favola più bello d’Italia che pochissimi conoscono: lo devi visitare

Il borgo che pochissimi conoscono fondato sull’accoglienza e la solidarietà: era stato venduto e adesso è tra i più belli d’Italia.

borgo da favola piu bello italia
Il borgo da favola più bello d’Italia – viaggi.nanopress.it

Se scegli di visitare questo posto, metti in conto che potresti restarci definitivamente. E se non ci resti, sicuramente ci ritornerai.

Sì, perché questo borgo, tra i più belli della Calabria, è diventato casa di tutti coloro che giunti qui si sono innamorati della sua ospitalità e della sua vita lenta e tranquilla.

Il borgo che pochissimi conoscono fondato sulla filoxenia

Nel 1986, per la prima volta nella storia del mondo, il borgo di Badolato veniva messo in vendita a causa dello spopolamento. A salvarlo furono circa 800 profughi curdi che, nella notte del Natale 1997, sbarcarono proprio qui per cercare rifugio.

Nelle case rimaste vuote di Badolato, quindi, vennero accolti centinaia di esuli, alcuni dei quali ancora oggi vivono qui.

Il borgo che pochissimi conoscono
Il borgo che pochissimi conoscono – viaggi.nanopress.it

Da allora Badolato ha dato il via a un progetto lodevole di solidarietà, accoglienza e convivenza interculturale fondato sul concetto classico di filoxenia. Si tratta di un vero e proprio principio etico, un dovere di ospitare e amare lo straniero che tutti dovremmo prendere come esempio.

Oggi tra i vicoli di questo pittoresco borghetto, candidato per il World Habitat Award, si parlano circa 40 lingue e si mescolano diversi popoli e culture.

Badolato, borgo degli artisti e degli stranieri

In pochi decenni Badolato ha visto il suo destino mutare radicalmente. Da paese in vendita è passato a borgo tra i più belli d’Italia e casa di artisti e stranieri diventata nota a livello internazionale. In questa piccola realtà si sono infatti fermati artisti e intellettuali, come la regista italiana Alina Marazzi e il regista tedesco Wim Wenders.

Badolato
Badolato – viaggi.nanopress.it

Negli ultimi anni, poi, il borgo ha lanciato un ulteriore ambizioso progetto turistico-culturale con lo scopo di valorizzare ancora di più e far conoscere al meglio la realtà slow di Badolato, ospitando lo straniero e portandolo per mano alla scoperta delle meraviglie del posto. Il progetto, Badolato Slow Village, sta già dando i primi frutti.

Il co-responsabile dell’iniziativa, Guerino Nisticò, ha definito Badolato come una destinazione perfetta per artisti, creativi, nomadi digitali, una nuova realtà fatta “da coraggiose restanze, straordinarie ritornanze e interessanti nuove arrivanze”. Insomma un luogo dove è possibile scappare dalla frenesia della modernità.

Badolato e le Pietre della memoria

Oggi questo borgo è diventato molto richiesto dal punto di vista turistico. Merito anche e soprattutto delle iniziative volte a ridare vita al paese, come “Badolato il borgo che si racconta”.

Se decidi di visitare le vie del centro, le guide ti porteranno infatti verso le Pietre della memoria, lastre che raccontano le storie e i personaggi del posto.

E così passando da Via Siena potrai leggere la pietra “A don Peppino e Margherita la sfida degli amanti” che più di un secolo fa hanno vissuto la loro storia d’amore; e potrai trovare la Pietra dell’innamorato, dalla quale un ragazzo era solito cantare serenate alla sua amata.

Pietre della memoria
Pietre della memoria – viaggi.nanopress.it

E ancora, in Via Regina Margherita potrai leggere «Vinna nu bellu giuvanottu da campagna e Verona e sa levau» (È venuto un bel giovanotto della campagna di Verona l’ha sposata e se l’è portata via), una testimonianza che racconta di quando un tempo i ragazzi del nord cercavano moglie al sud.

Oltre alle passeggiate in paese alla scoperta delle pietre parlanti, Badolato saprà anche catturarti con la bellezza dei suoi paesaggi naturali che spaziano dal mare alla montagna.

Per i sentieri che partono dal borgo potrai avventurarti in sella a una bicicletta e addentrarti nell’entroterra oppure armarti di buona volontà e partire per un trekking sulle montagne calabresi.

Il borgo che pochissimi conoscono: le tradizioni di Badolato

Non puoi visitare il centro di Badolato senza fare sosta nei suoi catoji. Si tratta di antiche cantine, incavature nella roccia, dove un tempo gli abitanti conservavano gli alimenti.

Alcuni di queste sono state oggi trasformate in veri e propri ristoranti dove puoi recarti per assaggiare la cucina locale e tutte le sue specialità. Ma non solo. Vista la grande presenza di stranieri che abitano il paese, puoi anche degustare piatti etnici, frutto della mescolanza di tradizioni e culture tutte differenti.

Insomma, se hai deciso di tuffarti in un mondo genuino, tranquillo e dal fascino incommensurabile non ti resta che fuggire a Badolato. E chissà se avrai la forza di ritornare indietro.

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