La Guerra della farina in Grecia: così inizia la Quaresima [FOTO e VIDEO]

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A 200 km nord-est da Atene, nella Grecia centrale, ogni anno scoppia la Guerra della farina. Ci troviamo a Galaxidi, dove gli abitanti festeggiano così la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima.

Il Clean Monday, conosciuto anche come Pure Monday o Ash Monday, è il primo giorno della Quaresima ortodossa ed è festivo in tutta la Grecia. Per l’occasione si svolge una battaglia a colpi di farina colorata, in cui la gente si diverte a buttarla addosso agli altri, un po’ come succede nella guerra dei pomodori a Valencia.

Gli abitanti della cittadina, anche se in realtà i partecipanti arrivano ormai da tutta la Grecia, iniziano a combattere già dal mattino, nella piazza principale, e poi partono a piedi o in macchina: oltre alla lotta della farina, l’evento si festeggia con gite fuoriporta. Ma qual è il significato di questa festa?

La Guerra della farina, come abbiamo già detto, segna l’inizio della Quaresima e quindi rappresenta la fine del periodo dei peccati. La storia racconta che la festa è nata nel 1801: all’epoca si usava la cenere e si sa che cospargersi il capo di cenere significa pentirsi o fare penitenza. Poi col tempo si è passati alla farina, ma vista la crisi dilagante non mi stupirei se tornassero alle vecchie usanze.

Il Clean Monday, in realtà, non è un’esclusiva greca, perché si festeggia anche in Macedonia e a Cipro, che è divisa fra Grecia e Turchia. Si conoscono battaglie della farina anche in Spagna (a Ibi, alla porte di Alicante) e in Italia (a Bruino, vicino Torino, e a Città della Pieve, in provincia di Perugia), mentre è molto simile il Festival dei colori in India.

A Galaxidi chi non vuole sporcarsi guarda l’evento da lontano, sull’altra sponda del golfo. Per i partecipanti invece non c’è scampo: vestiti di plastica, occhiali e cappelli non servono a molto, ma la farina non spaventa. Una ragazza intervistata dice “è la prima volta che vengo, non avevo mai partecipato, è grandioso”. In effetti, se non si partecipa che divertimento c’è?