Egitto, sembrava una semplice mummia ma scoprono un grande segreto nascosto

Un grande segreto scoperto in Egitto. Sembrava una semplice mummia invece ecco cosa nascondeva. Scopriamolo insieme.

Sembra una semplice mummia
Sembra una semplice mummia – viaggi.nanopress.it

Una scoperta davvero incredibile che getta una nuova luce sulle pratiche funerarie dell’antico Egitto. Succede grazie ad un grande segreto rivelato da un gruppo di archeologi che riguarda una mummia. Qualcosa di davvero incredibile, che riguarda una delle civiltà ancora oggi più studiate e venerate. Soprattutto per la loro complessità. Non a caso sembra proprio continuare a rivelare dettagli che lasciano senza parole, senza esaurirsi mai. Scopriamo insieme di che si tratta.

Sembrava una semplice mummia, ecco cosa nascondeva

Un aspetto davvero cruciale della loro cultura e religione e che ancora oggi affascina migliaia di studiosi in tutto il mondo. Parliamo delle pratiche di sepoltura all’epoca dell’antico Egitto.

Un popolo che come sappiamo credeva fermamente nel fatto che la morte fosse solo una transizione verso una nuova forma di esistenza. Proprio per questo le cerimonie funebri erano fondamentali soprattutto nella preparazione del defunto per la vita nell’aldilà. Importantissimo era assicurarsi che il corpo fosse correttamente preservato e che l’anima potesse raggiungere il mondo degli dei ed unirsi in una dimensione spirituale individuale.

Sono arrivati fortunatamente a noi intatti diversi sarcofagi che molto ci hanno insegnato su queste pratiche, una sorta di bara di pietra o legno riccamente decorate, conservate di norma all’interno di una tomba o di una piramide. La mummificazione in questo senso era una pratica essenziale.

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Sembrava una semplice mummia – viaggi.nanopress.it

Ad oggi archeologi ed esperti sono riusciti a ricostruire moltissimo di questa pratica, che fondamentalmente prevedeva la rimozione degli organi interni fatta eccezione per il cuore, per procedere poi all’essiccazione e imbalsamazione del corpo con resine e sali.

Proprio una mummia oggi apre una nuova luce sulle pratiche funerarie dell’epoca egizia. Ne danno notizia gli esperti del Warsaw Mummy Project. Sembrava una semplice mummia e invece si è rivelata molto più importante e fondamentale nello studio delle sepolture.

Il Warsaw Mummy Project un progetto all’avanguardia

Warsaw Mummy Project è una iniziativa nata diversi anni fa per volontà di un gruppo di studiosi provenienti dall’Università di Varsavia. Si tratta principalmente di un team composto da bioarcheologi e archeologi. La loro missione dal momento della nascita del progetto, è sempre stata quella di analizzare mummie proveniente dall’antico Egitto, sia ma e che di tipo animale, attualmente conservate nel Museo Nazionale di Varsavia.

Il loro lavoro è molto complesso e all’avanguardia va detto, e si articola in due fasi. Una prima prevede di sottoporre il reperto ad attente analisi: una tomografia assiale computerizzata o se preferite Tac, la dattiloscopia  attraverso impronte palmari, digitali e plantari e poi anche analisi macroscopiche. Questo per meglio comprendere i metodi di mummificazione ed il livello di di conservazione dei tessuti.

Si passa poi a diverse indagini più invasive condotte in laboratorio, come delle vere e proprie autopsie. In questa fase vengono prelevati tramite laparoscopia anche campioni di tessuti. Perché? Perché è importante scoprire evidenze di eventuali malattie, da infettive, vascolari, di tipo osseo. Ma anche più complesse come tumori o di altro tipo altamente invasive.

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Warsaw mummy project – viaggi.nanopress.it

Spesso il Warsaw Mummy Project ha collaborato anche con l’Italia, soprattutto con il reparto dei Carabinieri, per ciò che concerne l’analisi dattiloscopica. Sapete che infatti in Italia nello studio di queste mummie, in passato sono state prelevate anche impronte dei piedi? Un’attività utile ad individuare eventuali problemi di appoggio plantare o difetti postulrali. I carabinieri del nostro paese sono altamente specializzati in questo senso nell’analisi dattiloscopica.

L’analisi su una mummia conservata al Museo di Varsavia, apre ora un nuovo scenario.

La mummia dall’identità segreta

Sembrava una semplice mummia, o meglio tutti credevano che si trattasse del cadavere di un uomo, per meglio dire un prete. E invece era tutt’altro.

La mummia in questione era stata ritrovata nientemeno che nel 1800 nella zona delle Tombe Reali. Ed era arrivata a Varsavia nel Museo Nazionale solo nel 1826. Analizzandola meglio, gli archeologi del Warsaw Mummy Project hanno scoperto che non era affatto un prete, ma una donna!

E non è tutto perché si tratta di una donna incinta. La prima volta nella storia che gli storici mettono le mani su una mummia in stato interessante e per questo una scoperta davvero incredibile, che potrebbe far scoprire nuove cose su come all’epoca si vivesse la gravidanza.

A svelare la reale identità della mummia sono state le analisi svolte tramite raggi X. Lo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, racconta che la donna poteva avere tra i 20 ed i 30 anni al momento della morte. La gravidanza invece non doveva aver superato le 28 settimane.

Conservata ottimamente, ha permesso di stabilire anche più o meno la datazione della defunta, probabilmente nel I secolo a.C. Gli archeologi hanno motivo di credere che si trattasse di una donna di alto rango. Lo confermano i tessuti pregiati utilizzati per avvolgere la mummia.

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La mummia di una donna incinta – viaggi.nanopress.it

Ancora poco invece si sa sulle cause del decesso o di eventuali altri informazioni circa lo stato del bambino. Ora gli archeologi si interrogano sui motivi che hanno spinto durante l’imbalsamazione, a non rimuovere il feto. Forse perché considerato ancora parte della donna e per questo fondamentale che arrivassero insieme nell’aldilà.

Wojciech Ejsmond, portavoce del progetto, ha commentato dicendo che “è la nostra più importante scoperta in anni, una vera e propria sorpresa“. Questo secondo il team apre diverse nuove ipotesi e possibilità sullo studio non solo della mummificazione, ma anche della gravidanza nell’Antico Egitto.

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