Dylan Dog 25 anni nell’incubo: in mostra al Wow Spazio Fumetto di Milano

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    Dylan Dog 25 anni nell’incubo: in mostra al Wow Spazio Fumetto di Milano

    “Dylan Dog 25 anni nell’incubo” è il titolo della mostra dedicata al fumetto più venduto in Italia, ormai un culto per molti appassionati: Dylan Dog.

    La serie, creata da Tiziano Sclavi, proprio quest’anno compie 25 anni e per l’occasione il Wow Spazio Fumetto di Milano, in collaborazione con la Sergio Bonelli editore e i Dylan Dog fans club, gli ha voluto rendere omaggio con un evento che non è una semplice mostra, ma un vero viaggio nella storia e nella vita del protagonista.

    Dal 7 ottobre all’11 dicembre, infatti, alle tante mostre in programma a Milano si aggiunge anche questa, dove sarà possibile vedere dal vivo non solo disegni originali e merchandising vario, ma anche oggetti reali che l’indagatore dell’incubo usa più o meno quotidianamente. Chi se ne ricorda qualcuno? Andiamo a scoprirli.

    All’interno della mostra sono esposti, ad esempio, il clarinetto (Dylan Dog ha la passione per la musica e Il Trillo del Diavolo di Tartini è la sua opera preferita), gli abiti (Dylan Dog si veste sempre nello stesso modo, ossia giacca nera, camicia rossa e jeans), il campanello della porta (che non fa il classico din don, ma lancia un urlo agghiacciante) e il galeone (un modellino che compare nel numero 1, ma che non sarà mai portato a termine).

    Ovviamente poi sono state scelte le storie più importanti per rappresentare tutto il suo mondo, ciascuna descritta con una o due tavole, senza contare i prestiti dei diversi autori. C’è anche una sezione di disegni originali e addirittura una scultura creata apposta per l’occasione, fino ad arrivare alle edizioni straniere.

    Dyal Dog, infatti, ha avuto fortuna anche all’estero, forse perché non è solo un semplice fumetto dell’orrore, ma qualcosa di nuovo e originale che mescola cultura alta e cultura popolare, e non a caso viene osannato anche dalla critica. Così la serie ha raggiunto quasi subito il successo, con un vero boom di lettori negli anni ’90, fino ad arrivare addirittura al cinema (Dellamorte Dellamore, con Rupert Everett che interpreta il nostro eroe).

    Ma Dylan Dog viene raccontato anche con i tanti modi in cui si è espresso al di fuori del fumetto, dalle campagne sociali contro la droga o l’abbandono degli animali fino a tutto il merchandising prodotto, che non ha rivali in Italia: consigliato lo zerbino con la scritta “Entra, non aver paura ma… terrore!” con le facce di Dylan e dell’assistente Groucho.

    Chiudo ricordando che l’esposizione è dedicata al padre di Dylan e di tanti fumetti, l’editore Sergio Bonelli scomparso di recente, che verrà omaggiato anche al Lucca Comics 2011. E vien quasi da piangere vedendo Tex all’ingresso della mostra che ci ammonisce: “Sergio Bonelli ci ha lasciato. Giù il cappello“.