5 posti segreti e un po’ sinistri di Milano

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Milano
Milano

FOTO DI MAURIZIO MORI

Il capoluogo lombardo non ha mai nascosto la sua indole laboriosa, è una città concentrata sulla produttività, che non ha mai tempo da perdere, nemmeno per ammirare la disarmante bellezza del Duomo. E’ più facile che conosca Milano un turista, piuttosto che un suo abitante. Figuriamoci poi se si parla di luoghi nascosti. Siete pronti a scoprire 5 posti segreti e pure un po’ sinistri di Milano? Se siete milanese, mettetevi alla prova e diteci sinceramente quanti ne conoscete![/multipage]

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Stretta Bagnera

Stretta Bagnera
Stretta Bagnera

Siamo nel cuore di Milano, praticamente a ridosso di via Torino: è qui che si trova via Bagnera, soprannominata un tempo ‘Stretta Bagnera’. Oltre a essere la via più stretta del capoluogo lombardo da percorrere in auto, ha anche una fama sinistra. Proprio sotto l’asfalto, nelle cantine, intorno alla seconda metà dell’ottocento, il terribile Mostro di Milano, tale Antonio Boggia, seppellì quattro delle sue vittime. Boggia è considerato il primo serial killer della storia moderna. Agiva sempre allo stesso modo: individuava le vittime, ne catturava la fiducia al punto da riuscire a farsi affidare la gestione dei loro averi, e poi le uccideva brutalmente. Quando fu scoperto, venne impiccato in piazza tra porta Vigentina e porta Ludovica, il 18 novembre 1861. La sua fu l’ultima esecuzione pubblica avvenuta in territorio milanese.[/multipage]

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Chiostro di Casa Ucelli di Nemi

Chiostro di Casa Ucelli di Nemi
Chiostro di Casa Ucelli di Nemi

FOTO DI RENAGRISA

Milano è così tanto ricca di chiese, palazzi storici e musei, che non si finisce mai di scoprirli. In via Cappuccio 7, all’interno di Palazzo Ucelli di Nemi, si nasconde un gioiello di rara bellezza: il chiostro bramantesco di Santa Maria Maddalena al Cerchio. Costruito tra il XV e XVI secolo, si compone di un grande porticato a due ordini di colonne. E’ un luogo suggestivo, ricco di fascino, solitamente chiuso al pubblico. Solo in occasione di visite guidate, disponibili su prenotazione, è possibile accedervi.[/multipage]

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Case a igloo – Via Lepanto

Case a igloo
Case a igloo

E’ stata soprannominata la Strada delle case a fungo o anche la Strada degli Gnomi, perché custodisce tra la sua ricca vegetazione, otto delle dodici case circolari a forma di igloo, progettate dall’architetto Mario Cavallè, nel 1946. Stiamo parlando di Via Lepanto, nel quartiere Maggiolina, nella zona nord di Milano. Sono degli edifici davvero singolari, sembrano usciti direttamente da un film fantasy: hanno un diametro di 7.5 metri e un’altezza che supera di poco i 3 metri, per una superficie totale di circa 45 metri quadrati; tutte sono inoltre dotate di piano interrato e un grazioso giardino. Sono abitate, ma solo due hanno mantenuto l’originaria disposizione degli spazi. Fate attenzione però a non confondervi con le case a fungo, che invece sono state quasi tutte rase al suolo: ne esistono ancora pochi esemplari alla periferia di Novate Milanese, a 100 metri dal confine di Milano, in via Polveriera.[/multipage]

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‘Acqua marcia’ – Piazza Sant’Angelo

Acqua marcia Piazza Sant'Angelo
Acqua marcia Piazza Sant'Angelo

Avete mai sentito parlare di acqua marcia? E’ l’appellativo che in passato veniva dato alle fontane di acqua solforosa, sicuramente per il forte odore che emettevano. A Milano, ve ne sono diverse e sono riconoscibili dalla caratteristica forma ottagonale. Degna di nota è quella di piazza Sant’Angelo: nel lontano 1926, venne impreziosita con la statua bronzea di San Francesco, su progetto di Giannino Castiglioni, celebre scultore meneghino. Forse tutti l’avete vista almeno una volta nel corso della vostra frenetica vita milanese, ma ammettiamolo, quanti di voi conoscevano il segreto delle sue acque solforose? [/multipage]

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Tempio Ipogeo – Giardino Villa Filzi

Tempio della notte - Milano
Tempio della notte - Milano

FOTO DI GIORGIOBRANCA

In zona Gorla, in via Sant’Elembardo, nel giardino di Villa Filzi, è nascosta un’antica ghiacciaia, mimetizzata, come si usava fare in passato, da una collinetta. Di recente, grazie alle ricerche di alcuni esploratori, è emerso che l’interno della ghiacciaia, all’inizio dell’ottocento, è stato trasformato in tempio ipogeo. Ad oggi non è ancora noto quali tipi di culti venissero professati tra le sue mura, qualcuno parla di massoneria, ma nessuna ipotesi è stata ancora validata.

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