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5 posti segreti a Torino: i luoghi per pochi eletti

5 posti segreti a Torino: i luoghi per pochi eletti
da in Piemonte, Torino, Viaggi avventura, Viaggi in Europa
Ultimo aggiornamento: Martedì 21/03/2017 07:51

    TOURIN

    FOTO DI [A25]

    Torino è indiscutibilmente una delle città più magiche e ricche di mistero d’Italia. Si dice che sia il vertice del triangolo della magia bianca con Praga e Lione, e della magia nera con Londra e San Francisco. Sembra esista una città nella città, visibile soltanto a un occhio attento e curioso. Una sorta di versione oscura della capitale sabauda. Siete sicuri di conoscerla davvero? Provate a mettervi alla prova con i 5 posti segreti di Torino che abbiamo selezionato per voi. Se ancora non li avete visitati, è arrivato il momento di farlo!

    Casa di Gustavo Rol

    Casa di Gustavo Rol

    A breve distanza dal caotico andirivieni della Stazione di Porta Nuova, in Via Silvio Pellico 31, si trova la casa di Gustavo Rol, celebre sensitivo, scomparso nel 1994, all’età di 91 anni. Enzo Biagi, disse di lui, che era una persona difficile da inquadrare, impossibile ingabbiarlo in una definizione semplicistica di medium, mago o indovino. Chi ha avuto la fortuna di partecipare ai suoi esperimenti, racconta che erano tutt’altro che rituali da stregone. Scaldava l’atmosfera con semplici giochi di carte, poi passava alla lettura di libri chiusi, per poi finire sempre con l’apparizione di qualche spirito. Uno degli spiriti più cari a Rol fu Napoleone Bonaparte, tanto che qualcuno ipotizzò che fosse la sua reincarnazione. A Rol si rivolsero personaggi illustri del calibro di Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, Braque, D’Annunzio, De Gaulle, Mussolini e Pio XII

    Palazzo Trucchi di Levaldigi

    Palazzo Trucchi di Levaldigi - Torino

    Il Palazzo Trucchi di Levaldigi si trova in Via 20 Settembre (angolo con Via Alfieri) e attualmente è sede della Banca Nazionale del Lavoro. Fin qui nulla di strano, sono migliaia le persone che ogni giorno passano dinanzi a questo edificio, tuttavia non molti conoscono la sua vera storia. Al centro dell’attenzione c’è il portone: fu scolpito nel 1675 a Parigi, su richiesta di Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle Finanze di Carlo Emanuele II. La porta è di ottima fattura, intagliata con classe e precisione, ma la cosa più interessante è il batacchio centrale che rappresenta il diavolo con sguardo sinistro che osserva i visitatori che bussano alla porta; la maniglia invece, è composta da due serpenti. Secondo la leggenda, questo portone comparve all’improvviso nel corso di una notte. Si racconta che un apprendista stregone avesse richiamato il Diavolo e le forze del Male. Satana, adirato per quest’affronto, decise di dare una bella lezione allo stregone, imprigionandolo dietro al portone, che lui non fu mai in grado di aprire. Un’altra leggenda racconta invece, che un certo Melchiorre Du Perril, ad inzio ’800, entrò nel palazzo per un pranzo veloce, portando con sé documenti importanti, ma non ne uscì mai vivo. Vent’anni dopo, nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione, gli operai trovarono, scavando nelle mura, uno scheletro imprigionato e sepolto in piedi.

    Villa Scott

    Villa Scott - Torino

    FOTO DI PHIL BEARD

    Villa Scott, apparentemente è un’elegante villa dal fascino misterioso, in realtà è stata il set cinematografico di ‘Profondo Rosso’, uno dei film più celebri del maestro dell’horror, Dario Argento. Costruita nel quartiere Borgo Po, per volontà dell’ignegnere Pietro Fenoglio, fu adibita a istituto di suore, dedite all’accoglienza di ragazze bisognose. Per consentire alla troupe cinematografica di girare alcune scene all’interno dell’edificio, le religiose e le giovani vennero spedite in vacanza a Rimini. Intorno al 2000, la villa è stata acquistata da privati, che hanno avviato un attento lavoro di restauro conservativo. Attualmente, dunque, l’edificio è visitabile esclusivamente da fuori.

    Rondò della forca

    Rondò della forca - Torino

    Il Rondò della Forca si trova tra corso Regina Margherita e Corso Valdocco: in questo punto, dove ora si trova una statua dedicata alla memoria di don Giuseppe Cafasso (colui che concedeva l’assoluzione, ai condannati), un tempo si trovava il patibolo, che fino al 1863 fece da macabro scenario a decine di esecuzioni di morte. Non è nemmeno molto distante da Piazza dello Statuto, altro punto cardine della Torino esoterica. All’epoca del patibolo, quel punto si trovava in aperta campagna e nelle vicinanze c’erano solo le prigioni.

    Grotte alchemiche

    Le grotte alchemiche di Torino

    Torino è stata definita più volte magica ed eseoterica, perché ha molti tesori nascosti sopra e sotto terra, visibili soltanto agli occhi delle persone più attente e bramose di sapere. Se avete il coraggio di addentrarvi nel suo utero, potrete scoprire le famose Grotte Alchemiche, sotterranei in cui si racconta, si rifugiassero intorno al ’600, celebri alchimisti nel tentativo di trasformare il piombo in oro. Si trovano sotto Palazzo Reale, in Piazzetta Reale 1, e sotto Palazzo Madama, in Piazza Castello.

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