Sapevate che gli squali bianchi arrivano anche in Italia? Ebbene sì, ecco in quali zone è possibile vederli.
Nell’immaginario collettivo, sono tra le creature marine più terrificanti. Non a caso una celebre saga cinematografica moltissimi anni fa ha intrigato e terrorizzato milioni di spettatori in tutto il mondo. Gli squali bianchi sono tra i predatori acquatici più letali. Di norma tendiamo ad associarli a qualcosa di molto lontano da noi, magari assimilandoli a molte spiagge esotiche, eppure secondo una recente ricerca, non è difficile avvistarli anche nel nostro paese. Sapreste dire dove?
Squali bianchi arrivano anche in Italia, ecco dove
La storia del nome di questa specie che abita nei mari da sempre, è da attribuire all’esperto Carlo Linneo nel lontano 1758. Lo squalo bianco, noto anche come Carcharodon Carcharias, o caradarodonte, è un terrificante pesce che fa parte della famiglia dei Lamnidi e troviamo per la maggior parte negli oceani.
Tra i predatori marini è il più grande e letale, dopo lo squalo balena e quello elefante. Sono certamente universalmente note come le specie più iconiche e riconoscibili. Questo per via del loro aspetto, caratterizzato da un corpo massiccio, ma affusolato. Di norma a dispetto del nome, sono di colore grigio azzurro e presentano zone bianche solo sul ventre. Tutto molto utile per meglio mimetizzarsi quando si trovano a nuotare al sole vicino alla superficie dell’acqua.
Anche i più appassionati di creature marine li temono moltissimo. Innanzitutto per le dimensioni, che negli esemplari più grandi possono superare anche i 7 metri. Sono animali prevalentemente solitari, che però si uniscono in aree ristretti in periodi di caccia. E in questo momento comunicano in una maniera molto particolare. E naturalmente sono molto aggressivi, ma con l’uomo solo se si sentono minacciati.
Non deve certo far piacere dunque sapere che questo animale temibile, che di norma pensiamo di trovare solo all’estero, può effettivamente arrivare anche da noi. Ebbene sì gli squali bianchi arrivano anche in Italia. Secondo le stime negli ultimi periodi ne sarebbero stati avvistati tra i 30 ed 50 esemplari.
Le zone d’Italia dove trovare i predatori marini
Innanzitutto: come mai questi predatori dalle zone in cui è più facile trovarli, arrivino fin nel nostro paese? La risposta è ovviamente ovvia: colpa del cambiamento climatico. Le diverse temperature degli oceani per colpa dell’azione umana, spinge questa specie a cercare habitat a loro più consoni.
Come alcune regioni del nostri paese. Fin dal 2020 diversi biologi hanno avvistato esemplari in Campania, Liguria, Puglia, Sardena e Sicilia. In particolare la spiaggia di Lampedusa, Capo Rizzuto e Lo Stretto di Messina sono state quelle più interessate.
Niente paura però, perché nessuno di questi incontri è finito in tragedia, perché ad oggi si contano meno di 300 incidenti con relativi morsi in tutto il mondo. Che vi sembrerà una cifra comunque elevata, ma in realtà non deve destare preoccupazione. Anche perché come riportano gli esperti, gli squali non amano nuotare verso la riva ed agiscono principalmente di notte.
E nonostante nell’immaginario collettivo siano una delle principali paure ad immergersi in acqua, bene ricordare che nei nostri mari, l’ultima volta che un uomo è morto a causa di uno squalo era il 1989. Perché attaccano solo se si sentono in pericolo.
In ogni caso, in caso di incontri, è possibile attenersi ad alcuni accorgimenti per uscirne illesi. Mai nuotare al largo da soli o di notte, attenzione alle immersioni in acque torbide o dove i fondali degradano troppo velocemente e dunque sono zone ricche di pesce. Anche osservare il comportamento degli altri pesci è una spia importante, perché potrebbe rivelarne la presenza. Ed infine evitare immersioni in zone dove sono avvistate potenziali prede per loro, come tonni, otarie, tartarughe o carcasse.
Gli squali bianchi sono a rischio estinzione?
Da non sottovalutare anche la salubrità delle nostre acque, ricche purtroppo in plastica ed agenti inquinanti. Secondo i biologi ognuno di noi può fare la propria parte, stando più attento all’ambiente, riducendo la domanda di alcuni prodotti cosmetici, prestando più attenzione allo smaltimento di rifiuti. Si spera però in un intervento più mirato anche da parte delle istituzioni.