Sparirà entro il 2040, allarme dall’Onu: cosa accadrà nel giro di pochi anni

L’Onu ha diffuso la notizia che nel giro di pochi anni sparirà qualcosa che aveva fatto tanto preoccupare l’umanità. Scopriamo cosa non ci sarà più entro il 2040!

Sparirà entro il 2040
Sparirà entro il 2040 – viaggi.nanopress.it

Come reso noto dall’Onu, entro il 2040 si risolverà un problema che ha fatto scattare in passato l’allarme e ha portato i governi a prendere delle misure drastiche. Stiamo parlando del buco dell’ozono, che fino a qualche tempo fa era considerato un vero e proprio pericolo per l’ambiente.

Grazie agli interventi mirati messi in atto dai governi, pare che presto si chiuderà e si risolverà quindi un problema temuto da tutto il mondo. Vediamo come stanno le cose!

Entro il 2040 si chiuderà il buco dell’ozono

Il buco dell’ozono, anni fa il pericolo ambientale che più spaventava l’umanità, potrebbe essere del tutto scomparso in gran parte del mondo entro 2 decenni, grazie alla decisiva azione da parte di tanti governi di rimuovere piano piano le sostanze che diminuiscono lo strato.

buco dell’ozono
buco dell’ozono – viaggi.nanopress.it

Entro il 2040 la situazione dovrebbe essere recuperata nella maggior parte delle zone del mondo. Il merito è del trattato di Montreal del 1989, grazie al quale il 99% delle sostanze chimiche che causano la riduzione dello strato di ozono sono state eliminate. Fra questi vi sono i clorofluorocarburi (CFC), che venivano usato come refrigeranti e solventi.

Gli interventi hanno scongiurato la crisi climatica

Gli interventi mirati messi in atto da svariati governi hanno permesso di combattere con efficacia quella che avrebbe dovuto essere una vera e propria crisi climatica.

Come detto dall’Onu, i CFC sono anche dei gas serra e l’utilizzo continuato e fuori controllo avrebbe portato ad un rialzo esagerato delle temperature a livello mondiale.

Entro la metà del secolo l’innalzamento sarebbe stato di un grado centigrado, il che avrebbe fatto peggiorare quella che era già una disastrosa situazione, visto che non sono in abbassamento i gas che riscaldano la terra.

Il piano ha funzionato con successo

Il piano programmato con l’accordo di Montreal ha dunque funzionato. Fino al 2000 il buco dell’ozono sull’Antartide ha continuato ad espandersi, ma poi la rotta si è invertita e lentamente ha cominciato a chiudersi.

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Buco dell’ozono – viaggi.nanopress.it

L’Onu, con la notizia che ha diffuso, ha reso noto che lo strato sarà riportato a quello degli anni ’80 nel 2066, tuttavia nel 2040 tornerà praticamente la normalità nelle altre zone.

Il segretario dell’Organizzazione meteorologica mondiale, Petteri Taalas, ha aggiunto che questo dimostra comunque che bisogna arrestare totalmente l’uso di combustibili fossili e diminuire i gas serra per evitare che la temperatura aumenti.

 

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