Si immergono per le riprese di un film, quello che trovano sott’acqua è straordinario

Trovano sott’acqua un reperto mentre girano delle riprese: una troupe di History Channel recupera un frammento dalla triste storia.

Trovano sott’acqua un reperto
Trovano sott’acqua un reperto – viaggi.nanopress.it

Sono passati ben 36 anni da quel gennaio 1986, quando sette uomini e donne coraggiosi, esploratori delle stelle, hanno perso la vita a bordo del Challenger.

Oggi però il ritrovamento di alcuni frammenti dello Space Shuttle Challenger dà la possibilità di onorare e ricordare quei sette pionieri morti in una tragedia che ha lasciato tutto il mondo senza parole.

Fanno riprese per un documentario, ma trovano sott’acqua un reperto incredibile

Il biologo marino Mike Barnette è a capo di una troupe televisiva, la quale sta girando delle riprese per un documentario. The Bermuda Triangle: Into Curdes Waters ha come scopo quello di immortalare relitti nell’area leggendaria del Triangolo delle Bermuda, dove da sempre aleggia una certa aria dal fascino misterioso e nello stesso tempo terribile.

Ciò che la troupe di History Channel sta cercando nello specifico è un relitto della Seconda Guerra Mondiale, ma ciò in cui si imbattono è qualcosa di ben diverso.

Sul fondo dell’oceano, nelle acque al largo della Space Coast della Florida, leggermente fuori dall’area del Triangolo, trovano dei frammenti che a prima vista sembrano proprio avere le tipiche piastrelle di scudo termico di uno shuttle.

Il curioso ritrovamento spinge loro a contattare la NASA per avere chiarimenti in merito. Con grande sorpresa, proprio la NASA il 10 novembre appena trascorso ha confermato che il pezzo in questione è esattamente un frammento dello Space Shuttle Challenger.

Il disastro dello Space Shuttle Challenger

Il Challenger avrebbe dovuto, tra le altre cose, studiare da vicino la cometa di Halley. Era il 28 gennaio del 1986 e, a tre anni dal suo primo volo – e dopo due mesi nello spazio e mille orbite attorno al nostro Pianeta -, lo Space Shuttle Challenger si sollevava da terra dalla Florida e puntava verso lo Spazio sconfinato.

A bordo sette uomini e donne: il pilota Michael Smith, il comandante Francis Scobee, e gli specialisti Ronald McNair, Ellison Onizuka, Judith Resnik, Gregory Jarvis e Christa McAuliffe.

Tra tutti quest’ultima, prima civile e maestra a vagare nello spazio, avrebbe dovuto avere il compito di tenere lezioni in orbita. Solo che in realtà questo non è mai accaduto. Sì, perché a causa di un problema a bordo il veicolo è esploso a poco più di 70 secondi dal suo lancio.

esplosione shuttle
esplosione shuttle – viaggi.nanopress.it

Un guasto tecnico, a dire degli esperti, una terribile disgrazia che ha portato alla morte tutti e sette i membri dell’equipaggio. I frammenti dello shuttle si sparpagliarono in ogni dove: solo alcuni sono stati ritrovati nel corso del tempo ed esposti in memoria di quei fatti.

La risposta della NASA al ritrovamento

La NASA ha confermato ciò di cui si trattava grazie alle immagini inviate dall’equipe televisiva. Nonostante il reperto farà parte del documentario che andrà in onda il prossimo 22 novembre, è comunque di proprietà della NASA che sta ancora valutando se recuperare il relitto.