Scoperta in Italia, durante degli scavi è emerso un patrimonio di epoca romana

Durante alcuni lavori, hanno ritrovato dei resti che appartengono ad un patrimonio di epoca romana. Ecco cosa hanno rinvenuto.

Scoperta in Italia di epoca romana
Scoperta in Italia di epoca romana – Viaggi.Nanopress.it

Molto spesso, accade che, durante dei lavori di ristrutturazione di alcuni palazzi o siti d’interesse o la costruzione di nuove autostrade, si ritrovano reperti archeologici molto importanti.

Quando questo accade, gli scavi, vengono temporaneamente bloccati. E sul posto arrivano degli studiosi esperti che si accertano se il ritrovamento ha una valenza storica e si decide il da farsi.

Ritrovato un patrimonio di epoca romana durante degli scavi: ecco di cosa si tratta

Se, secondo gli archeologi, c’è bisogno di scavare ancora per capire se nei dintorni c’è la presenza di altri reperti, quegli scavi diventano di tipo archeologici e il Comune decide di rinviare i lavori di ristrutturazione o costruzione.

Una volta estratti questi reperti, vengono se possibile, trasportati in dei luoghi sicuri. Dove i restauratori daranno loro nuova linfa vitale. E successivamente, sono posti nel Museo Cittadino o esposti in un luogo adatto.

In Italia, ci sono molti episodi che hanno visto riportare alla luce dei tesori nascosti e ultimamente proprio in provincia di Pordenone, nel comune di Cordovado, in località Belvedere hanno scoperto un patrimonio di epoca romana.

Patrimonio di epoca romana: ecco dove è stato ritrovato
Sito per i lavori del metanodotto – viaggi.nanopress.it

Durante i lavori di realizzazione del Metanodotto Mestre-Trieste Rifacimento tratto Silea-Gonars DN400 (16”) DP 75 con bar ed opere connesse,  Lotto 2 di SNAM RETE GAS Spa, sono emersi dei resti archeologici molto importanti.

A 1,70 metri di profondità, hanno scoperto un insediamento romano che dal momento del suo ritrovamento ad oggi, ha fatto avviare alcune indagini di approfondimento che si sono alternati con la realizzazione del metanodotto.

Questi scavi archeologici, li hanno posti sotto l’attenzione della dott.ssa Serena Di Tonto, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia-Giulia. E sono stati eseguiti da un team di professionisti messi a disposizione dalla ARCHEO.KUN Srl, società di Parma.

La valenza storica del ritrovamento

Il luogo, è stato subito delimitato per tutti i suoi 200 metri di interesse, attorno all’asse del metanodotto per una porzione di circa 100 metri che riguarda i resti dell’antico insediamento romano.

Per permettere che gli scavi proseguissero e per metterli in sicurezza, è intervenuta la Committenza. Che ha stipulato un accordo con la ditta esecutrice dei lavori per il metanodotto.

Così, si è deciso che, dopo che le tubature siano state introdotto grazie alla tecnica della trivellazione, gli scavi nei pressi dell’insediamento sarebbero potuti proseguire senza alcun intralcio.

Patrimonio di epoca romana: ecco dove è stato ritrovato
Insediamento romano a Cordovado – viaggi.nanopress.it

Grazie a questi lavori hanno individuato due strutture. E un unico ambiente composto da una pavimentazione interamente costruita da tessere in laterizio e altre strutture in pavimenti di ghiaia.

Secondo alcuni rilevazioni, questi resti sono situabili storicamente tra il I e II secolo d.C. e sono perdurati fino al IV secolo d.C. e ancora oggi sono in atto delle ricerche e degli studi per comprendere e definire al meglio l’intero sito ritrovato.

Il ritrovamento, ha un’importante valenza storica, in quanto fornisce informazioni riguardo le tecniche edilizie usate in quell’epoca e i suoi materiali. E definisce l’antico corso del fiume Tagliamento durante l’epoca romana.

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