La Luna era più raggiungibile nel secolo scorso piuttosto che oggi, nuove ricerche mostrano quanto l’allunaggio presenti ancora ostacoli.
Odysseus è atterrato sul nostro satellite a febbraio 2024, dopo ben 52 anni dallo sbarco di Apollo 17. È il primo modulo costruito da una società privata, che ha toccato il suolo lunare. Il lander appartiene alla Intuitive Machines, che ha la sua sede a Houston, in Texas.
Ha lasciato la Terra il 15 febbraio, lanciato a bordo di un razzo SpaceX, della compagnia di Elon Musk. Partenza da Cape Canaveral, Florida, destinazione Luna, raggiunta il 21 febbraio alle 24.24, ora italiana. Un momento storico dopo l’ultimo avvenuto l’11 dicembre 1972.
In questo caso si trattava di una strumentazione alta poco più di quattro metri, mentre la volta scorsa si trattava di una navicella con tanto di equipaggio a bordo. Il lander, purtroppo, all’arrivo sul suolo lunare ha subìto la rottura di una delle sei gambe e di alcune celle solari, ma ha, comunque, funzionato.
Lo scopo della missione attuale era quello di raccogliere dati. E, quando Odysseus ha cominciato a trasmetterli alla sede di lancio erano tutti entusiasti per il successo ottenuto, soprattutto considerando i fallimenti di Peregrine.
Un modulo di proprietà di una società statunitense Astrobotic, e di altre due con la cittadinanza rispettivamente giapponese ed israeliana. In collaborazione con la Nasa si sono scattate una serie di fotografie per potere documentare l’atterraggio ed i suoi effetti sulla superficie e sull’ambiente lunare.
Il 20 marzo, però, la Intuitive Machines ha cercato più volte di ristabilire un contatto con il lander, ritenendo che avesse ricevuto abbastanza luce per riaccendersi. Ma il 23 tutto ancora taceva per cui Odysseus è stato dichiarato morto definitivamente.
Secondo gli esperti, dopo mezzo secolo dallo sbarco di esseri umani sulla Luna, rimane ancora molto difficile tornare, nonostante l’incredibile avanzamento tecnologico. Le loro motivazioni riguardano, prima di tutto, gli imprevisti che hanno visto le diverse missioni fallire.
Questi però sono ritenuti necessari per fare valutazioni più ampie e veritiere. Le varie missioni Apollo, sempre secondo gli esperti dell’agenzia spaziale, avevano il vantaggio di avere uomini a bordo che potevano fronteggiare direttamente le anomalie, non gestibili dai computer.
Il suolo lunare è molto accidentato per cui può dare moltissimi imprevisti soprattutto nella zona sud e nord. Altro fatto importante riguarda i finanziamenti. Questi, un tempo, erano molto sostanziosi, tanto da permettere molte prove e molti test.
Oggi i budget sono molto più limitati, il che aumenta i rischi di insuccesso. I nuovi ingegneri spaziali sono al lavoro con le loro tecnologie ed il settore privato che collabora con quello governativo. Hanno l’obiettivo di aprire nuovi capitoli per arrivare, un giorno, a raggiungere di nuovo il nostro satellite.
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