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Le città meno vivibili d’Italia sono le metropoli: si salva solo Firenze [FOTO]

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Un recente rapporto sull’abitabilità dei centri urbani nel nostro paese ha evidenziato che le città meno vivibili d’Italia sono le grandi aree metropolitane. È il sesto sondaggio eseguito dalla Fondazione per la Sussidiarietà, che verrà presentato domani al Senato dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e dal presidente della Fondazione Giorgio Vittadini. Esso mostra come i cittadini dei grandi centri urbani siano insoddisfatti della qualità della vita. Il 27% cento della popolazione italiana vive in città con oltre 250.000 abitanti. Dopo che Trento è stata dichiarata città più vivibile d’Italia tenendo conto dell’intero territorio nazionale, adesso si valutano esclusivamente le metropoli. Le grandi città prese in considerazione sono: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia e Verona.

I parametri presi in considerazione sono casa, ambiente, trasporti e mobilità, tempo libero. Solo Firenze soddisfa appieno tutti e quattro i settori. Per il resto invece nelle grandi metropoli i costi delle case sono molto più alti, le strade sporche, traffico e inquinamento peggiori e poche aree verdi, e soprattutto i servizi per il tempo libero insufficienti. Alcune città primeggiano sotto alcuni profili ma, a parte il capoluogo toscano, nessuna eccelle sotto tutti i punti di vista, secondo il parere degli abitanti. Torino ad esempio è considerata la migliore per quanto riguarda le necessità del tempo libero, grazie alle strutture e ai servizi sociali come l’Amicobus, il trasporto anziani e invalidi operato dai volontari. Bologna invece è al primo posto per i trasporti e la mobilità. Verona ha le strade più pulite. Palermo e Napoli invece sono bocciate su tutti i fronti: la prima soprattutto per quanto riguarda i trasporti, la seconda per i rifiuti e la scarsità di verde pubblico.

Gli intervistati sono tutti d’accordo che le iniziative per migliorare i vari settori dovrebbero partire dalle amministrazioni comunali, verso le quali nutrono un sentimento di sfiducia. Riconoscono invece l’impegno e l’utilità del cosiddetto terzo settore: associazioni spontanee di famiglie e volontari, cooperative, onlus. Grazie a loro vengono erogati al pubblico molti servizi che vanno dalla pulizia delle strade alle attività per il tempo libero.

Foto da Flickr

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