Il parco dei lupini, una delle attrazioni più belle ed emozionanti di questo Paese considerato da sempre selvaggio, ammalia ogni anno migliaia di persone.
L’Islanda. La terra nera dei vulcani, dei geyser e dei ghiacciai. L’isola selvaggia per antonomasia, un luogo lontano dal mondo dove a regnare sovrana è la natura in tutta la sua potente bellezza. Spesso ci immaginiamo questa terra come inaccessibile, aspra e brulla, ma in realtà è proprio qui che ogni estate avviene una magia.
Non ce lo si aspetta da una terra selvaggia come l’Islanda. Eppure quest’isola nera una volta l’anno lascia la sua cupa veste, desolata e apparentemente arida, per indossare il suo colore più bello: il viola.
Se è vero che l’Islanda è bellissima da visitare in tutte le stagioni dell’anno, è anche vero che solo nel periodo primaverile ed estivo la si può ammirare sotto una nuova luce così da conoscere il suo volto segreto ignorato da moltissimi.
Il grande patrimonio naturalistico islandese non smette mai di lasciarci senza fiato. Proprio in questo momento qui sta già accadendo qualcosa di magico e incantevole: la fioritura dei lupini.
La natura in primavera si risveglia e questa magnifica rinascita non esclude nessun luogo della Terra. Anche in Islanda ritorna la vita e questo evento ha un colore specifico. L’arrivo della bella stagione avviene in grande stile, dipingendo tutto con le sue mille sfumature di viola.
A trasformare tutto il territorio islandese in una grande tavolozza di colori è il Lupinus nootkatensis, una specie di lupino non locale che tra la primavera e l’estate invade letteralmente ogni angolo del Paese, dalle città ai luoghi più sperduti nel nulla.
Tutto fiorisce e riprende colore attorno a montagne, cascate, strade, fiumi e laghi, creando un’immagine davvero emozionante grazie ai contrasti tra i colori scuri del mare e della terra, e quelli più vivaci dei prati e dei fiori.
Il lupino che cresce in Islanda, però, non è una specie autoctona. Anzi, dal 2011 è persino considerato invasivo.
La pianta è arrivata in questo Paese intorno al XIX secolo e ha sin da subito rappresentato una speranza per gli abitanti. Il motivo? Per capirlo fino in fondo bisogna fare un passo indietro nel tempo.
L’immagine che oggi abbiamo dell’Islanda, come già accennato, è quella di una terra arida e brulla. In realtà, però, questo luogo un tempo era ricoperto in gran parte da foreste di betulle.
L’arrivo dei coloni ha cambiato drasticamente l’aspetto di questa terra. Quest’ultimi hanno iniziato a tagliare gli alberi delle foreste per fare posto ai pascoli, e il loro bestiame ha cominciato a divorare ogni germoglio della terra impedendo la nascita di qualsiasi tipologia di pianta.
Da questo momento in poi il terreno islandese è diventato quasi completamente privo di alberi, un deserto nero e sabbioso. Le cose però cambiano con l’arrivo dei lupini.
Queste piante hanno sin da subito rappresentato un barlume di speranza per gli islandesi. Il lupino infatti ha la capacità di rilasciare azoto e assorbire azoto, migliorando la fertilità dei terreni e contribuendo alla proliferazione di altre specie vegetali.
La sua presenza fa sì che la terra torni a essere abitata dagli invertebrati, preziosi per la creazione dell’humus, uno dei nutrimenti fondamentali di altre specie. E così il ciclo della vita e della natura si riattiva.
Lo spettacolo della fioritura dei lupini può anche essere visto come un segno non solo di speranza, ma anche di vera e propria fiducia nei confronti della natura.
Vedere oggi infinite distese di viola e lilla tra il nero della roccia vulcanica dà conforto e dimostra come la vita in generale sia effettivamente ovunque, nonostante tutto, nonostante le avversità. La natura infatti si evolve, si adatta e non smette mai di stupirci.
Per assistere al meraviglioso fenomeno della fioritura dei lupini il periodo migliore è quello che va da aprile ad agosto.
Anche se queste piante fioriscono ovunque, i luoghi più indicati da raggiungere per scattare foto ricordo bellissime sono i pressi della cascata di Skogafoss, la montagna Húsavíkurfjall, il Parco Nazionale di Thingvellir e la penisola di Snæfellsnes.
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