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Cile e Isola di Pasqua: quando andare e cosa vedere tra natura e mistero

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Oggi scopriremo il Cile e l’Isola di Pasqua: quando andare dall’altra parte del mondo per visitare queste terre così ricche di bellezze naturali e paesaggistiche? Il Cile è una lingua di terra lunga oltre 4.000 chilometri, stretta tra le Ande e l’Oceano Pacifico, e proprio grazie a questa sua insolita disposizione è dotato di una incredibile varietà paesaggistica e climatica che lo rende una meta ideale tutto l’anno: per visitare Santiago e il centro del paese si può scegliere tra la primavera, che va da settembre a novembre, e l’autunno, nel periodo tra febbraio ed aprile; l’estate (da dicembre a marzo) è perfetta per visitare la regione dei laghi e il Parque Nacional Torres del Paine, mentre l’Isola di Pasqua è dotata di un clima mite che la rende una meta perfetta tutto l’anno, specialmente nei mesi meno piovosi, che vanno da agosto a marzo.

Come abbiamo già accennato, il Cile regala una impressionante varietà di paesaggi, che vanno dalla costa del Pacifico agli altopiani delle Ande, dove si possono incontrare le popolazioni autoctone che vivono ancora secondo le antiche tradizioni indigene: la natura, la cultura e la possibilità di praticare sport, anche estremi, sono quindi i motivi principali che spingono i visitatori fino a questa lingua di terra del Sud America; da dove cominciare quindi? Per scoprire le bellezze naturali del Cile la cosa migliore è visitare i suoi parchi naturali: il più noto è senz’altro il Parque Nacional Puyehue, nella regione dei laghi, che protegge una foresta alpina ricca di vegetazione endemica, sorgenti termali, laghi, cascate e fauna, tra cui troviamo puma, pudù (un piccolo cervo) e molte specie di uccelli, tra cui l’anatra di corrente cilena; il già citato Parque Nacional Torres del Paine si trova nella punta meridionale del Cile, ed è una Riserva Mondiale della Biosfera che protegge un ambiente naturale ricco di cascate, ghiacciai, foreste in cui vive il guanaco della Patagonia, una sorta di lama, e soprattutto di torres del paine, che sono delle uniche e straordinarie colonne di granito che si ergono per più di 2,000 metri di altezza sulla steppa della Patagonia.

Altri due parchi nazionali imperdibili in Cile sono il Parque Nacional Lauca e il Parque Nacional Laguna San Rafael: il primo è anch’esso una Riserva Mondiale della Biosfera che protegge diverse specie di animali come condor, lama e alpaca, e uno spettacolare paesaggio vulcanico, e ai piedi di due vulcani gemelli si trova il lago Chungará, uno dei più alti al mondo; per raggiungere il secondo occorre far fronte a costi e difficoltà non indifferenti, ma per chi riesce a visitarlo la vista è assolutamente unica al mondo, tra fiordi, iceberg, paesaggi alpini e moltissimi animali tra cui lontre, pinguini, albatri, elefanti marini ed otarie. All’interno del Parque Nacional Vicente Pérez Rosales si trova il Volcán Osorno, una montagna dal cono perfetto circondato da splendidi scorci paesaggistici che comprendono vulcani, villaggi e laghi, tra cui il centrale lago Todos Los Santos. Tra le città cilene da visitare invece, segnaliamo ovviamente la immensa capitale Santiago, protetta dalla statua della Vergine Maria che si trova sulla cima del Cerro San Cristóbal, all’interno del Parque Metropolitano, e la pittoresca e caratteristica Valparaiso, con le sue stradine di ciottoli che si snodano tra alte colline e ripide scogliere. Se avete voglia di rilassarvi invece, nella regione di Valparaiso potete fare un salto al complesso alberghiero di San Alfonso del Mar di Algarrobo, dove si trova la piscina più grande del mondo, che contiene ben 250.000 metri cubi d’acqua.

Durante un viaggio in Cile, una visita all’enigmatica e misteriosa Isola di Pasqua non può mancare: essa è situata a ben 3.700 chilometri dalla terraferma, e per questo è una delle isole abitate più remote al mondo, dove vivono per la maggior parte polinesiani. La ragione principale per cui questa isola solitaria è così nota al mondo sono le sue gigantesche statue di basalto vulcanico chiamate moai: ce ne sono ben 300 con sculture di pietra annesse, e il modo in cui esse siano state trasportate dall’entroterra alla costa è tutt’ora un mistero. L’Isola di Pasqua è una meta poco frequentata dai turisti, e recarvisi è un ottimo modo per fuggire dal turismo di massa e nello stesso tempo entrare in contatto con la cultura e le tradizioni locali, non ancora intaccate dalla globalizzazione.

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Published by
Claudia Pellegrino

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