Caos e disagi negli aeroporti: una testimonianza

da , il

    L’eruzione del vulcano islandese dal nome impronunciabile ha creato caos e disagi negli aeroporti, tanto che le vacanze di molti passeggeri (o meglio, aspiranti tali) si sono trasformate in veri e propri incubi. Sentiamo l’esperienza che G.G. ha raccontato a Tuttogratis.

    G.G., milanese di nascita ma lisbonese di adozione, era tornato nella sua città natale in occasione del Salone del Mobile 2010, con l’intento di rientrare a Lisbona domenica 18 aprile con un volo Lufthansa. Ma ovviamente domenica, causa eruzione vulcano e conseguente nube di cenere che ha coperto i cieli di mezza Europa, non è potuto partire. Dopo vari tentativi e lunghe attese è finalmente riuscito a contattare il call-center della compagnia di volo ed un operatore gli ha spostato il volo a martedì 20 aprile.

    G.G. ha la fortuna di avere la famiglia a Milano e, di conseguenza, non è stato difficile per lui trovare un riparo per le notti in più trascorse nella città meneghina, ma alcuni amici portoghesi che erano partiti con lui si sono dovuti arrangiare in altri modi: tramite il celebre social network Facebook hanno trovato altra gente che doveva andare ad ovest ed hanno organizzato due macchine. Sono arrivati inizialmente a Marsiglia, in Francia, dove hanno salutato alcuni compagni di viaggio (o sventura) ed hanno proseguito poi per la capitale portoghese (non proprio dietro l’angolo) per arrivarvi finalmente nella giornata di ieri.

    G.G. è invece ancora in Italia, dal momento che nemmeno martedì il suo volo è decollato. Dovrebbe partire domani (il condizionale è d’obbligo) ma, nel caso in cui i voli fossero sospesi, intraprenderà anche lui la lunga marcia verso Lisbona via terra.

    La fortuna di G.G., se così possiamo chiamarla, è che in tutti questi giorni di attesa in aeroporto non c’è nemmeno stato (la compagnia lo ha avvertito che sarebbe stato inutile) e si è quindi evitato tutti i disagi che i passeggeri in attesa di voli che non sono mai partiti hanno dovuto subire.

    E voi avete la vostra esperienza da raccontare?