Aerei, è meglio prendere quelli bianchi: questo colore potrebbe aver salvato milioni di vite

Aerei bianchi: le motivazioni del perché siano tutti bianchi hanno a che fare con la scienza, ma non solo.

Aerei bianchi
Aerei bianchi – viaggi.nanopress.it

Probabilmente questa è una di quelle domande che nessuno si è mai posto, ma perché gli aerei sono quasi tutti bianchi? Se anche voi ve lo state chiedendo, sappiate che le motivazioni sono legate a fattori di sicurezza, economici e tecnici, ma soprattutto scientifici.

Aerei bianchi, il perché svelato dalla scienza

Avete presente quando in estate ci si veste di bianco per ridurre gli effetti del calore torrido? Ecco, la stessa cosa vale per gli aerei.

Il professor John Hansman del MIT Aeronautics è stato il primo a dare una spiegazione scientifica sulla scelta delle compagnie aeree di vestire di bianco i propri velivoli, specie la parte che riguarda le ali, le fusoliere e la coda. Molto semplicemente, il professore di aeronautica e astronautica ha spiegato che il bianco è il colore che meglio riflette la luce del sole. Di conseguenza questo colore dà la possibilità alla cabina di mantenere una temperatura più fresca, garantisce ai componenti più delicati della stessa maggiore protezione ed evita che le parti meccaniche possano surriscaldarsi.

Tuttavia questo non vuol dire che i pochi aerei di linea che hanno deciso di optare per vernici colorate siano meno sicuri: semplicemente questi velivoli avranno bisogno di più manutenzione. Svelata la motivazione scientifica, vediamo adesso i motivi tecnici, economici e relativi alla sicurezza.

Aerei bianchi: il fattore sicurezza

Uno studio condotto nel 2011 dal National Wildlife Research Centre ha dimostrato come la vernice di colore bianco sia molto più facile da avvistare rispetto ad altri colori. La decisione di tinteggiare i velivoli di bianco quindi è una scelta presa a favore degli uccelli che così riescono meglio a distinguere il grosso oggetto ed evitarlo, soprattutto di notte. Può sembrare assurdo, ma l’impatto di aerei con stormi di uccelli (bird strike) è molto frequente e sembrerebbe costi alle compagnie aeree circa 600 milioni di dollari ogni anno.

Quando avviene il bird strike

I bird strike avvengono quando uno stormo di uccelli impatta violentemente con un aereo. Queste collisioni avvengono per lo più in fase di decollo o atterraggio, in quanto gli uccelli volano generalmente al di sotto dei 152 metri d’altitudine.

In Italia il fenomeno è in aumento. Si è passati da un numero di 348 casi verificatisi nel 2002 ai 1084 del 2014: questo sia perché il traffico aereo è decisamente aumentato sia perché è cresciuto (per fortuna) anche il numero degli uccelli.

Quando accade un episodio del genere la maggior parte delle volte è l’uccello ad avere la peggio e i piloti potrebbero anche accorgersi del fatto solo all’atterraggio, dopo aver controllato i motori. Può succedere tuttavia che l’impatto possa danneggiare parte dei motori, costringendo l’aereo a effettuare un atterraggio d’emergenza per non rischiare di compromettere la sicurezza del volo e dei passeggeri.

Bird strike
Bird strike – viaggi.nanopress.it

Aerei bianchi: il fattore economico

Generalmente vale per quasi tutti i settori, dall’automobilismo alla pittura edile: la vernice bianca costa meno e dura di più. Ecco un altro dei fattori per cui gli aerei sono per lo più di questo colore. Per di più, come accennato nel paragrafo precedente, il bianco – attirando meno i raggi del sole – contribuisce a tenere al fresco la cabina e a far risparmiare di conseguenza sui sistemi di raffrescamento.

Infine, il colore bianco non scolorisce con il tempo e con il sole. Gli altri colori invece subiscono molto di più le conseguenze dell’ossidazione e questo aumenta la necessità di manutenzione frequente.

Aerei bianchi: il fattore tecnico

Infine, sugli aerei bianchi è molto più semplice individuare eventuali danneggiamenti strutturali, ammaccature o graffi. Sul bianco infatti i segni di corrosione risaltano maggiormente.