Trovata una nuova specie marina: in Giappone gli scienziati dell’Università di Nagoya hanno rinvenuto tre nuove specie. Ecco qual è l’esemplare mai visto prima d’ora.
In Giappone gli studiosi dell’Università di Nagoya hanno rinvenuto tre nuove specie di vermi marini bioluminescenti, che emettono una luce blu. I risultati della ricerca sono pubblicati su The Royal Society. Scopriamo di quale specie marina si tratta.
I nostri oceani sono un tesoro di specie particolari. Gli scienziati ritengono che ci sia più vita nell’oceano che in qualsiasi altra parte del Pianeta. E continuano a scoprire nuove specie che prosperano nelle acque profonde di varie parti del mondo.
I ricercatori dell’Università di Nagoya hanno scoperto tre nuove specie di vermi rari che si illuminano al buio nelle acque poco profonde del Giappone. Polycirrus onibi, Polycirrus aoandon e Polycirrus ikeguchii sono i nomi scientifici dei vermi bioluminescenti scoperti. Questi minuscoli vermi emettono con luce blu-viola e prosperano nei fiumi e nei torrenti poco profondi del Giappone.
“Abbiamo usato i nomi di yokai giapponesi, come onibi e aoandon, per la nuova specie perché la nebbiosa bioluminescenza viola-blu emessa dalla specie Polycirrus è sorprendentemente simile alle descrizioni di queste creature trovate nel folklore”,
ha sottolineato Naoto Jimi, uno degli autori di questo nuovo studio.
Polycirrus ikeguchii prende il nome da Shinichiro Ikeguchi, l’ex direttore dell’Acquario di Notojima.
Queste nuove specie appartengono alla classe dei vermi marini Polychaetes. Si dice che queste siano creature sopravvissute a cinque estinzioni di massa e che siano state sul pianeta dal periodo Cambriano 505 milioni di anni fa.
I vermi Polycirrus sono noti per i loro tentacoli allungati che crescono dalle loro bocche. Questa caratteristica consente loro di trovare cibo mentre si muovono lentamente attraverso i sedimenti fluviali. Secondo gli autori, queste creature sono un soggetto prezioso per studiare la natura della bioluminescenza negli animali.
Gli scienziati ritengono che la bioluminescenza non sia una modalità di comunicazione, ma sia emessa in situazioni di emergenza, ovvero quando non sono più nascosti nel fango oppure quando si sentono in pericolo. È possibile che la bioluminescenza sia utilizzata dai vermi per spaventare i predatori o per attirare i potenziali partner. Sicuramente dagli studi è emerso che la bioluminescenza sia il risultato di reazioni chimiche che avvengono all’interno del corpo del verme. È ciò che avviene anche in alcune specie di meduse.
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