Questa è la storia di un messaggio in una bottiglia, una storia di un messaggio di altri tempi trovato sulla spiaggia di Messina.
La famiglia Schiavo, passeggiando lungo lo Zir a Messina, ha trovato una bottiglia di plastica con alcune monete e un messaggio d’amore scritto in italiano. “Ci siamo sentiti messaggi di amore di altri tempi” hanno detto.
Come se vivessero in un’altra epoca dove non tutto accadeva grazie ai computer e a internet, hanno trovato un messaggio d’amore in una bottiglia passeggiando sulla spiaggia e sono diventati inconsapevolmente i protagonisti della storia con un lieto fine.
La famiglia Schiavo stava effettivamente camminando nella zona dello Zir quando hanno notato una bottiglia di plastica nella sabbia con il tappo ricoperto di nastro adesivo. Fu proprio questo particolare ad attirare la loro attenzione, e non poterono trattenere la curiosità di scoprire cosa ci fosse dentro.
Era una bottiglia con all’interno pochi spiccioli, del tè al gelsomino e ciliegia, ma in particolare c’era una lettera sigillata scritta in Italiano con un messaggio di una dolcezza unica.
La bottiglia, con all’interno un pezzo di carta che chissà quale mare l’ha portato alle coste della Sicilia, che una giovanissima bambina, firmata MariaB81, affidò, con le sue parole scritte all’interno, alle onde del mare. Un messaggio inviato con una forma di comunicazione, nata dai greci e ormai arretrata ai tempi nostri.
Ci ricorda molto Edgar Allan Poe che scritte un manoscritto in una bottiglia ritrovato nel 1831, come anche Jules Verne e i Police che ci scrissero una canzone da dedicargli.
Siamo molto curiosi di sapere cosa pensasse l’autrice di questa lettera mentre scriveva questo messaggio romantico, un inno alla gentilezza, che ha sorpresa tutta la famiglia Schiavo, compresi i bambini che all’inizio si erano domandati se fosse nascosta una mappa segreta all’interno.
Anche Antonio Caselli, un adolescente di Messina, ha vissuto un esperienza bellissima. Era in spiaggia a Rometta con un gruppo di amici. Un per gioco e un pò per noia, durante una giornata di estate, decise di scrivere un messaggio e di metterlo all’interno di una bottiglia di vetro, come da tradizione, la chiuse con un tappo di sughero e la lanciò in mare. Sul foglio c’era anche il suo numero di telefono.
E così, cinque mesi dopo, ricevette una telefonata inaspettata. Un bambino di 10 anni trovò la bottiglia su una spiaggia in Israele, la portò a casa, la sua famiglia lo aiutò ad aprirla e quando si resero conto che il messaggio era in lingua italiana contattarono un amica per aiutarli a tradurre il messaggio. Infine si misero in contatto con Antonio e la storia fu raccontata da tutti i notiziari israeliani locali.
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