Leone chiede aiuto ad un fotografo, ma resta scioccato quando scopre quale sia il reale problema. Ecco cosa è accaduto nello Zambia.
Paul Deen è un fotografo naturalista animato dal sincero amore per gli animali. Probabilmente non si sarebbe mai aspettato di trovarsi di fronte ad un leone bisognoso di aiuto, quando ha sentito la zampa dell’animale battere sulla sua spalla. Da quel momento è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo, risoltasi per fortuna felicemente.
Il fotografo, che lavorava ormai da cinque anni all’interno del Parco Nazionale di Kafue, nello Zambia, il cui nome è dovuto allo scorrere dell’omonimo fiume lungo il suo smisurato territorio, ha capito immediatamente che qualcosa non andava proponendosi quindi di risolvere il problema. Già in precedenza si era trovato al centro di vicende riguardanti animali in difficoltà, come nell’occasione in cui era stata una zebra ad aver bisogno di aiuto per uscire da una buca del terreno.
Per farlo ha deciso di rivolgersi ad un veterinario, spinto a farlo soprattutto dall’inusitata grassezza del leone, chiaramente non dovuta a cause naturali. Un intervento rivelatosi in effetti risolutivo. A provocare il tutto, infatti, era stato un dispositivo per la geolocalizzazione, che il povero animale aveva ingerito insieme ad un boccone di carne.
A controllare il dispositivo erano a loro volta dei bracconieri, i quali speravano di potergli dare la caccia non appena si fosse allontanato dall’area protetta, in modo da farla franca di fronte alla legge nel caso fossero stati colti in flagrante.
È stato il veterinario a scoprirlo, accorso sul posto dopo la chiamata di Paul Deen. A provocare il gonfiore eccessivo del corpo del leone era stato in particolare il suo tentativo di espellere l’oggetto estraneo, con conseguente infezione allo stomaco. Sentendosi gravemente malato, l’animale aveva quindi deciso di separarsi dal resto del branco, sino ad imbattersi nel fotografo. Una decisione rivelatasi estremamente accorta, soprattutto grazie al fortunato incontro con Paul Deen.
Una volta rimosso il dispositivo, al leone sono bastati il tempo e le giuste cure per riprendersi completamente. A questa prima ottima notizia, se ne è poi aggiunta una seconda. Grazie al tracker rimosso, infatti, la polizia locale è riuscita a rintracciare i bracconieri, una vera e propria banda composta da dieci delinquenti.
Nella perquisizione del loro covo sono peraltro stati rivenuti prodotti animali illegali, oggetto chiaramente di precedenti scorrerie. Un’operazione di larga portata, al termine della quale il fotografo è stato insignito anche di una medaglia, per il servizio reso alla comunità. Una onorificenza che però avrà sicuramente lasciato spazio alla legittima soddisfazione per il salvataggio operato.
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