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Curiosità dal mondo

Emerso un nuovo tempio dopo secoli: ha lasciato gli scienziati di stucco

Un nuovo tempio in Egitto ha stupito gli archeologi di tutto il mondo. Il suo ritrovamento è avvenuto dopo un secolo dai primi scavi condotti nel sito archeologico.

Emerso un nuovo tempio – viaggi.nanopress.it

L’antico Egitto torna a stupire gli archeologi con una nuova straordinaria rivelazione. Dopo un secolo di ricerche, gli esperti si sono imbattuti nei resti di un tempio di cui avevano individuato solo poche tracce decenni prima.

È uno delle prime testimonianze di sincretismo tra diverse credenze religiose dell’antichità. Ecco tutti i dettagli della scoperta.

Un nuovo tempio dopo secoli riemerge in superficie nell’antica Pelusium

Nel 1910 l’archeologo Francese Jean Clèdat aveva effettuato alcuni scavi, i primi per l’esattezza, nell’antica città di Pelusium, nella penisola del Sinai egiziano. Il sito archeologico, che prende il nome di Tel al-Farma, però non aveva portato a grandi risultati.

L’unica cosa a spuntare fuori allora era stato un architrave con sopra incise delle iscrizioni. É stato da qui che l’archeologo ha subito ipotizzato che lì sotto si trovasse un tempio, ma senza mai riuscire ad accertarsene.

Dopo un secolo di ricerche, ecco che finalmente il tempio è venuto allo scoperto di recente.

nuovo tempio ritrovato in Egitto – viaggi.nanopress.it

L’edificio sacro in questione è dedicato a Zeus Kasios. Rappresenta uno degli esempi più significativi di come nel passato si siano mescolati tra loro i diversi credo religiosi. In questo caso infatti Zeus si è unito alle divinità locali del monte Kasios.

Secondo quanto emerso dagli studi, il tempo è stato costruito con mattoni fatti di fango appoggiati su un basamento rialzato. Su questo poggiavano alcune colonne di bellissimo granito rosa che sorreggevano il tetto.

Al momento del ritrovamento la porta d’ingresso al tempio, situata tra due delle colonne, era ceduta. Si pensa che a farla cadere sia stato uno dei terremoti verificatisi in passato.

Gli archeologi hanno poi anche ritrovato un’altra iscrizione che sembrerebbe completare quella rinvenuta nel 1910. Da questo reperto gli esperti hanno potuto conoscere colui che ha ordinato la costruzione del tempio.

archeologi al lavoro – viaggi.nanopress.it

Si tratta dell’Imperatore Adriano il quale avrebbe portato avanti dei lavori per l’aggiunta di nuove costruzioni all’edificio sacro, lavori che eseguì in seguito Tito Flavio Tiziano.

L’edificio sacro di Zeus Kasios e la sua storia

Il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità (SCA), Mostafa Waziri, ha dichiarato che il tempio si trova a 200 metri dalla cittadina di Pelusium e che le sue colonne d’ingresso sono davvero maestose.

Si tratta infatti di strutture alte 8 metri e con un diametro di 1 metro. Secondo le ricostruzioni, il basamento rialzato del tempio era accessibile dai fedeli tramite a una rampa sopraelevata.

I ricercatori hanno trovato dei grandi blocchi di granito anche nei dintorni del tempio. Questo ha fatto pensare che in passato il sito sia stato utilizzato come cava dalla quale ricavare materiale per la costruzione di alcune chiese.

Intanto gli esperti stanno lavorando per cercare di ricostruire digitalmente l’architettura del tempio di Zeus Kasios.

i resti del tempio – viaggi.nanopress.it

Il tempio si trova nei pressi della cittadella di Pelusium, un importante sito-fortezza che in passato garantì protezione alle terre al confine orientale del delta del Nilo.

Per quanto riguarda il monte Kasios, che ha dato il via alla mescolanza tra il culto di Zeus e quello degli dei locali, si trova tra Siria e Turchia. Sulle sue vette ha origine il mito secondo cui Zeus e Tifone combatterono per la supremazia. Zeus avrebbe avuto la meglio sull’avversario che sarebbe stato seppellito sotto l’Etna.

Il monte per gli antichi abitanti della zona era casa di diverse divinità che con l’arrivo dei Greci si mescolarono con quelle classiche. Il popolo greco infatti non era per nulla rigido in fatto di credenze e tradizioni religiose. Erano soliti riconoscere le divinità altrui e integrarle nel loro credo.

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