Sarajevo: cosa vedere nella ‘Gerusalemme dei Balcani’

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    Vi state chiedendo cosa ci sia da vedere a Sarajevo? Tutti la ricorderanno sicuramente come la città dell’assedio, tuttavia in pochi conosco il suo stato attuale. Andare a Sarajevo vuol dire affrontare ‘un viaggio sulla strada e dentro l’anima’, si tratta di un’esperienza forte, che lascia un segno indelebile. C’è molto di nuovo da vedere, tuttavia le cicatrici della guerra sono ancora fortemente visibili lungo le vie, con i segni delle granate trasformate in rose, sui palazzi che cadono a pezzi e negli occhi della gente. E’ un incredibile commistione di realtà, religioni ed emozioni. Sarajevo va vista, se si vuole sentire veramente il cuore scoppiare.

    Addentriamoci per le vie della città dell’assedio e scopriamo tutto quello che non potrete perdervi di vista.

    La fontana Sebilj è uno dei simboli inconfondibili di Sarajevo. Si trova nel centro di Baščaršija, il brulicante quartiere turco. Fu progettata nel 1891, ha un’architettura che ricorda lo stile orientale ed è una preziosa fonte di acqua potabile. Un consiglio: se ne avete la possibilità, visitatela di sera, quando si illumina di luci calde, così la vedrete al massimo del suo splendore, di giorno infatti potrebbe sembrare piuttosto anonima.

    Il Bazar-Museo Bursa Bezistan voluto dal Gran Vizir Pascià Hvrat, nel 1551, si trova anch’esso nel quartiere di Baščaršija. Il suo nome deriva dalla città dell’Asia Minore, Bursa, famosa per le sue stoffe di alta qualità, con cui Sarajevo era in contatto. Un tempo infatti questa struttura architettonica a sei cupole era la sede del bazar della seta. Attualmente ospita uno dei musei della città, oltre ad un fiorente mercatino di prodotti artiginali, piccoli gioielli in argento e souvenir.

    A Sarajevo non può passare inosservato il fuoco eterno (Vječna Vatra): in realtà è una semplice fiamma perpetuamente accesa, il cui significato è decisamente grande. Prese vita, la prima volta, il 6 aprile del 1945, giorno della liberazione della città dal nazifascismo, da allora ha lo scopo di ricordare tutti i caduti della seconda guerra mondiale. Rimase spenta soltanto durante l’assedio, per via della mancanza d’olio. Si trova nel punto di confluenza tra la Ferhadija e la Mula Mustafe Baseskije, alla fine della zona pedonale.

    Non si può dimenticare l’assedio di Sarajevo, le tracce sono radicate in ogni centimetro della città. E il Tunnel della Speranza è la testimonianza più forte di ciò che è stato. Stiamo per parlarvi di un luogo incredibile: si tratta della casa di una famiglia, che al tempo dell’invasione dell’armata serba si offrì per la costruzione di un Tunnel che avrebbe collegato la periferia al centro della città, passando per la zona dell’aeroporto (divenuta poi neutrale e controllata dall’ONU). Questo suggestivo passaggio sotterraneo venne scavato nella roccia con le mani: ci vollero quattro mesi e durante questo periodo molte persone morirono. Raggiunse la lunghezza di 800 metri e consentì a 300mila abitanti di Sarajevo di ricevere cibo, benzina e armi, durante i tre anni di blocco militare. Un consiglio: il Tunnel, come tutto il resto in Bosnia, non è ben segnalato, quindi vi conviene raggiungerlo con un taxi o una guida.

    Dopo una visita di così forte impatto, vale la pena distrarsi nella zona centrale della città, magari giocando una rilassante partita a scacchi. Non stiamo parlando di un club per amanti di questo gioco, bensì di una piccola piazza dove è stata realizzata una maxi scacchiera, con tanto di scacchi a misura d’uomo. E’ come un monumento per Sarajevo ed è quasi sempre presidiata da uomini del luogo, veri e propri afficionados, che difficilmente vi cederanno il posto…non vi resterà che assistere al loro gioco, magari scattando qualche foto furtiva.

    Infine non potevamo non segnalarvi un’attrazione turistica, decisamente degna di una visita. Stiamo parlando del più antico birrificio di Sarajevo, situato nel quartiere Bistrik, sulla riva sinistra del fiume Miljacka. Costruito nel 1864, è un edificio imponente, maestoso, con interni di un’opulenza tutta ottocentesca. Non perdetevi la loro dark beer, ve ne innamorerete! Il menù offe anche una vasta gamma di piatti a base di carne, tutti assolutamente ottimi.

    Quando ve ne andrete da Sarajevo percepirete una strana sensazione: vi sentirete al tempo stesso svuotati e ricchi. E’ l’effetto di una città che è sopravvissuta al tentativo di essere cancellata dalla memoria della storia, e che ancora oggi lotta per raggiungere un nuovo equilibrio, un piccolo paradiso di quiete.