Ottobre a Malta: il mese migliore per una vacanza al mare

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    Malta, terra di confine tra Sicilia e Libia, è una meta molto in voga tra i giovani perché si trova vicino all’Italia e si parla inglese: quindi con una modica cifra, visto che è una delle mete low cost del Mediterraneo, si può andare a fare un corso di lingua, evitando però le fastidiose piogge inglesi o irlandesi. Ma perché passare ottobre a Malta?

    A prima vista, non sembrerebbe il periodo ideale per una meta conosciuta soprattutto per il mare. Invece ottobre a Malta vuol dire sole e temperature ancora alte, ma mitigate da una costante brezza marina: si può riuscire a visitarla senza soffrire troppo il caldo.

    Quindi spiaggia e bagno, e per i piu coraggiosi immersioni in spot fantastici, ma se siete sfortunati e “beccate” un giorno di pioggia a Malta c’è solo l’imbarazzo della scelta per i posti da visitare, come la Cattedrale di San Giovanni a La Valletta o l’insediamento paleolitico di Ħaġar Qim.

    Ma già solo camminare per strada e ammirare i caratteristici bow-windows, una sorta di balconi chiusi per lo più verdi e azzurri, o girare con gli stravaganti autobus bianchi e arancioni riesce a immergervi nello spirito e nella cultura dell’isola.

    Le lingue ufficiali sono il maltese e l’inglese, ma non avrete nessuna difficoltà a comunicare anche in italiano: pensate che era lingua ufficiale fino al 1934, quando fu soppresso dagli Inglesi, ed è tuttora molto parlato.

    Per quanto riguarda la sera, la zona tra St. Julians e Paceville è la migliore, piena di locali e ristoranti, ma le spiagge vicine sono tutte calette di roccia. Se poi volete fare una vacanza soprattutto di natura e mare, il pensiero va a Gozo: bellissime spiagge e paesaggi stupendi, ma la sera c’è veramente pochissimo da fare.

    Come eventuale compromesso c’è la zona di Bugibba, meno affollata di St Julians, ma allo stesso tempo ricca di attrattive sia paesaggistiche sia turistiche.

    Malta riunisce in un unico posto il mare, il sole e la possibilità di migliorare il proprio inglese con soggiorni linguistici, ma senza avere la paura di non essere capiti: l’Italia è a due passi, anzi a due bracciate, e si sente!