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Luoghi abbandonati in Brianza: da Consonno all’ex area Schiatti

Luoghi abbandonati in Brianza: da Consonno all’ex area Schiatti
da in Lombardia, Viaggi avventura
Ultimo aggiornamento: Martedì 31/01/2017 10:50

    Luoghi abbandonati

    Il mistero, la scoperta di luoghi abbandonati è un hobby che piace sempre di più ai giovani e non solo. Avete mai visitato i luoghi abbandonati della Brianza? Sicuramente avrete sentito parlare di Consonno, la città dei Balocchi nata dalla mente visionaria di Mario Bagno, o anche del Luna Park di Limbiate, o ancora del Manicomio di Mombello. Sono tutti posti che attualmente vivono nel completo degrado, ma che tra le loro macerie nascondono storie di malati incompresi, bambini che si divertivano sulle giostre e adulti che all’improvviso si ritrovarono una piccola Las Vegas nel cuore della Brianza. Pronti ad addentrarvi nell’oscurità del passato?

    Manicomio Mombello

    In provincia di Monza e Brianza, su una collina nei pressi di Limbiate, si trova l’ex ospedale psichiatrico di Mombello. La struttura originaria risale al Medioevo ed era composta da diversi edifici, dislocati in un’area immensa di 700mila mq. Diversi secoli dopo, una parte venne destinata alla costruzione di un manicomio per mano dell’architetto Francesco Croce. La struttura aprì ufficialmente i battenti nel 1867: inizialmente lavorò come succursale di un vecchio ricovero milanese, ormai insufficiente. Con il tempo il manicomio di Mombello divenne un enorme centro psichiatrico, soprannominato ‘Il colosso dei manicomi italiani’. Migliaia di pazienti venivano suddivisi nei vari reparti che a quell’epoca avevano nomi piuttosto inquietanti: epilettici, paralitici, sudici, agitati e semiagitati. Il manicomio è rimasto funzionante sino al 1999, quando venne chiuso per sempre, grazie alla legge Basaglia. Attualmente, nell’area esiste soltanto un istituto agrario, tutto il resto versa in condizioni di grave degrado. Attenzione, se volete addentrarvi, oltre le reti o i muri di protezione, sappiate che il rischio di farsi male è piuttosto alto, tuttavia percorrere i corridoi sotterranei, scoprire i dettagli delle cartelle cliniche, i giocattoli dei bambini, vi farà provare brividi che non avete mai sentito.

    CONSONNO

    Foto di Beatrice Elerdini Un’altra perla abbandonata nel cuore della Brianza è Consonno, una piccola frazione del comune di Olginate. Da piccolo borgo sconosciuto, immerso nella natura, a un certo punto fu trasformato in un’autentica Las Vegas della Brianza. La trasformazione di Consonno ha inizio nel lontano 1962, quando l’industriale Mario Bagno acquistò l’immobiliare Consonno Brianza, che possedeva la totalità delle abitazioni del borgo. Il paese venne interamente raso al suolo, fatta eccezione per la chiesa di San Maurizio, la canonica e il piccolissimo cimitero. L’obiettivo di Bagno era quello di ricreare un autentico Paese del Balocchi per grandi e piccini. Fece costruire uno spettacolare edificio arabeggiante dotato di minareto, al cui interno inserì un centro commerciale, sale gioco, sale da ballo, negozi, ristoranti, e persino un hotel. Il suo sogno visionario non conosceva limiti, tanto che fece persino spianare la collina antistante al paese, per rendere ancora più magica la vista del Resegone. Bagno avrebbe voluto ancora di più, tuttavia, la Consonno avanguardista non vide mai la sua completa realizzazione, la sua vita non fu affatto facile: il salto da centro nevralgico del divertimento a Città Fantasma è stato piuttosto breve. Una frana travolse l’unica via di accesso al paese, e da lì iniziò il declino. Negli anni ’80 si tentò di trasformare l’Hotel Plaza in casa di ricovero, ma senza risultati. Nel 2007, un rave party illegale portò Consonno alla sua completa rovina. Oggi è frequentata principalmente da amanti della fotografia, ma a viverci è soltanto una persona…

    green

    Il parco di divertimenti Greenland, originariamente chiamato ‘Città satellite’, è stato creato tra il 1964 e il 1965. Nato dall’idea di creare un Luna Park stabile, riveste un’area di 374 mila m². Fu un progetto pionieristico per l’epoca, considerato che i parchi giochi erano esclusivamente itineranti. Nel primo periodo il numero delle attrazioni crebbe rapidamente: un laghetto, un trenino per bambini, locali di ristoro e numerose giostre. Raggiunse il suo massimo splendore nella metà degli anni ottanta. Purtroppo però, nel 2002 venne messo sotto sequestro giudiziario, per difficoltà gestionali, irregolarità in termini di sicurezza e di igiene. Da quella data iniziò il suo lento e inesorabile declino. Ben presto Città Satellite fu messa all’asta da parte del Tribunale di Milano. Nel 2009 è spuntato un progetto di riqualificazione del parco divertimenti e delle zone adiacenti…tuttavia ad oggi ancora nessun lavoro di riqualificazione ha avuto inizio. Attualmente Greenland è un’autentica foresta che nel suo fitto verde sta inghiottendo tutte le giostre, le attrazioni e quel che resta del primo Luna Park stabile del nostro Paese.

    Una foto pubblicata da Francesca Tomasoni (@francesca237) in data:
    Infine, se ancora non avete esaurito la vostra fame di luoghi abbandonati, vi consigliamo un altro luogo custodito nel cuore della Brianza: l’ex area industriale della Tessitura Schiatti, a Lentate sul Seveso. Si tratta di un ex fabbrica, che è diventata famosa in tutto il mondo per la produzione di velluti. Schiatti Tessuti è nata nel 1900 come tessitura artigianale. Dopo il secondo dopoguerra è diventata una delle aziende più importanti del mondo tessile italiano, grazie all’eccellente qualità della propria produzione, che era destinata in gran parte all’arredamento di interni di altissimo pregio. Negli anni ’60 ha iniziato a dedicarsi alla produzione di velluti, scelta che è diventata il marchio di fabbrica della società.

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