I rivali del Maxxi: i musei contemporanei nel mondo

I rivali del Maxxi: i musei contemporanei nel mondo
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    Il neonato museo contemporaneo romano è solo l’ultimo caso, da Bilbao in poi, è una collezione di nuove strutture eclatanti, moderne, vere e proprie opere d’arte capaci perfino di oscurare ciò che detengono nel loro interno. Ecco alcuni tra i musei più strani e più sbalorditivi che meritano una visita.

    Tanti sono i musei che per la loro struttura hanno fatto parlare di sé, Il neonato museo romano Maxxi è solo l’ultimo caso. Questi edifici non contengono solo opere d’arte, ma sono essi stessi opere d’arte, firmati da architetti molto famosi. A determinarli due stili contrapposti, quello espressivo-decostruttivista e quello minimalista.
    E’ chiamato ‘effetto Bilbao’. Quando nella sorridente cittadina basca fece la sua comparsa, accompagnato da un’aurea di spiritualismo, il Guggenheim Museum di Frank O. Gehry ( costruito tra il 1991 e il 1997), cominciarono ad essere chiari due aspetti: come un museo potesse redere fiorente e rigogliosa una semplice città, e come l’architettura potesse diventare il vero punto d’interesse e di richiamo al di là delle opere d’arte contenute in essa.
    Tra gli straordinari musei inaugurati negli ultimi dieci anni ecco dunque il nuovo Centre Pompidou di Metz, Lorena, Francia. Si tratta del primo museo satellite del Beaubourg parigino. Firmato dal giapponese Shigero Ban e dal francese Jean de Gastines, il museo colpisce per il suo immenso tetto a pagoda. A Monaco di Baviera si trova poi la Pinakothek der Moderne di Stephan Braunfels. Un edificio di dodicimila metri quadrati di superficie espositiva dove si susseguono ambienti dall’andamento irregolare.
    In Austria, a Graz, si trova la Kunsthaus di Peter Cook e Colin Fournier. Situata proprio in centro, la struttura è completamente estranea alla città che la ospita, ma al contempo sembra essere in sintonia con essa. Un’altra struttura degna di essere visitata è quella che sorge a Berna, in Svizzera, si tratta del Centro Paul Klee di Renzo Piano.

    Parte dell’edificio è sotterraneo e quindi la sua struttura sembra spuntare dalla natura stessa.
    A Stoccarda, in Germania, troviamo il Mercedes-Benz Museum di Ben van Berkel e Caroline Bos di UN Studio. In questo caso l’edificio è caratterizzato dalla grande scala a spirale che segna i ritmo ai percorsi espositivi lungo i nove piani. Ad Atene è interessante il nuovo Museo dell’Acropoli del franco-svizzero Bernard Tschumi. Nel museo sono raccolti tutti i capolavori della Grecia classica. Più lontano, a Tokyo, un altro museo lascia a bocca aperta per la sua struttura. Si tratta del Centro nazionale d’Arte progettato da Kisho Kurokawa. L’edificio è determinato da una meravigliosa facciata a tenda, dall’andamento curvilineo. Si tratta del più grande spazio espositivo del Giappone.
    Sull’isola di Naoshima, tra le isole di Honshu e Shikoku, nell’oceano Pacifico, si trova il Museo d’arte di Chichu costruito dal giapponese Tadao Ando. Un edificio sotterraneo, su una sporgenza rocciosa sul lago di Seto, in completa sintonia con la natura. Non si può poi dimenticare l’Australian Centre for Contemporary Art (Acca) di Wood Marsch che sorge a Melbourne, in Australia. La struttura, caratterizzata da un effetto a scomparsa, è nato per accogliere qualsiasi forma di arte.

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