Carnevale: dove andare? I carnevali più belli d’Italia

Carnevale: dove andare? I carnevali più belli d’Italia
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Ultimo aggiornamento: Martedì 21/02/2017 16:36

    Carnevale di Venezia sul Canal Grande

    Sapete dove andare a Carnevale? Si tratta di una delle festività più vivaci dell’anno, che affonda le sue radici nell’antica Grecia. Il Bel Paese pullula di eventi folcloristici e tradizioni, anche molto antiche. Basti pensare, ad esempio al Carnevale di Ivrea, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua Battaglia delle Arance, oppure a quello di Cento, gemellato con quello di Rio de Janeiro, il padre di tutti i Carnevali del mondo. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta. Pronti a scoprire i più spettacolari d’Italia?

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    Anche la capitale della moda, Milano, è pronta per festeggiare il Carnevale, anche se nel capoluogo lombardo le celebrazioni avvengono secondo il rito Ambrosiano. E questa è una buona notizia, perché significa che i festeggiamenti dureranno più a lungo! Il motivo? Arriva da molto lontano: nell’epoca in cui viveva Sant’Ambrogio, patrono della città, il vescovo che si trovava fuori Milano per un pellegrinaggio, ordinò di posticipare l’inizio della Quaresima al momento del suo rientro, che avvenne in ritardo rispetto al Martedì Grasso, giorno che precede nel rito romano il Mercoledì delle Ceneri. Da allora il Carnevale termina il Sabato Grasso, antecedente alla prima domenica di Quaresima. Ma torniamo a oggi: anche quest’anno non mancherà il tradizionale corteo di carri e sfilate, che partirà da Palestro, attraverserà C.so Venezia, P.za San Babila e C.so Vittorio Emanuele, per giungere trionfante in Piazza del Duomo. Chi non ama i festeggiamenti in piazza, potrà scegliere tra le innumerevoli feste che i locali e le discoteche del capoluogo lombardo organizzeranno per l’occasione.


    Il Carnevale di Venezia è senza dubbio uno dei più coreografici e apprezzati d’Italia e del mondo. Uno dei momenti più spettacolari e attesi è il tradizionale Volo dell’Angelo. Ogni anno, un personaggio illustre scelto per l’occasione si cala dal campanile di San Marco per andare ad abbracciare il Doge e la folla riunita nella piazza centrale di Venezia. Si tratta del momento più storico e spettacolare dell’intero Carnevale. In passato a calarsi dal campanile di San Marco, verso Palazzo Ducale erano i funamboli e giovani veneziani acrobati, tuttavia nel 1759, ci fu una tragedia e lo spettacolo venne sostituito dal volo di una colomba meccanica, che lungo il percorso rilasciava coriandoli sulla folla. Nel tempo vi furono diversi cambiamenti, sino ad arrivare al tradizionale Volo dell’Angelo che caratterizza i Carnevali di oggi.


    La festa in maschera più vivace e coinvolgente d’Italia torna a dipingere con tante luci, colori, travestimenti tutta la Versilia. Al centro dell’attenzione c’è il secolare Carnevale di Viareggio, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: i carri con i giganti di cartapesta, che ogni anno ritraggono vecchi e nuovi personaggi della politica e del mondo dello spettacolo, sono meravigliosi e unici. Le sfilate si terranno, come di consueto, per quattro domeniche consecutive. Da non perdere, anche i meravigliosi fuochi d’artificio sul mare.

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    Anche la Capitale, ogni anno, si dedica ai festeggiamenti per il Carnevale. Le origini del carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’antica Roma, durante le quali si svolgevano riti orgiastici, sacrifici e balli alla presenza di maschere. La sua massima espressione però, il Carnevale romano l’ha raggiunta dopo l’elezione di Papa Paolo II, il quale concentrò nel centro storico ed in particolare nella Via Lata (attuale Via del Corso), la maggior parte dei festeggiamenti carnevaleschi. Ancora oggi, potrete ammirare maschere, travestimenti e giochi di luce che animeranno il Centro di Roma. Per più di una settimana via del Corso, piazza del Popolo, piazza di Spagna e piazza Navona si trasformeranno in teatri a cielo aperto con clown, personaggi bizzarri o maschere della tradizione come Arlecchino, Colombina e Pulcinella.

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    Il Carnevale di Napoli è molto apprezzato da grandi e piccini. Si svolge nelle principali piazze della città con eventi e spettacoli ricchi di allegria. Durante il Martedì Grasso, in Via San Giovanni Maggiore Pignatelli, è prevista la Carnascialata Napoletana, una speciale cena-spettacolo in cui assaporare i prodotti tipici della cucina napoletana. Non mancheranno naturalmente le sfilate dei carri con maschere e figuranti a bordo, che attraverseranno i quartieri di Barra, Chiaiano, Largo San Marcellino, Montesanto e Parco Cupa Spinelli. Tante maschere, coriandoli, musica, balli folcloristici e prodotti tipici della cucina napoletana a volontà.


    Il celebre Carnevale di Ivrea è sempre uno dei più attesi d’Italia. Qui non ci si limita ai classici carri, alle sfilate di maschere e travestimenti di ogni genere, l’elemento dominante è la Battaglia delle Arance. E’ un Carnevale unico e originale. Le sue origini sono strettamente connesse alla storia della città. Per scoprirle dobbiamo fare un salto nel passato, fino al Medioevo: a quell’epoca, un barone che dominava Ivrea, venne cacciato da una rivolta del popolo inferocito, perché la figlia di un mugnaio rifiutò di sottoporsi allo ius primae noctis, un’usanza molto diffusa all’epoca. I protagonisti di questa vicenda, nel tempo, sono diventati quelli del Carnevale di Ivrea: la Vezzosa Mugnaia, il Generale (si assicura che la Battaglia si svolga correttamente), il Podestà e i famosi Aranceri, suddivisi in nove squadre a piedi, che rappresentano il popolo, e quelle a cavallo, che rappresentano il potere della tirannia. Tutti possono partecipare, basta iscriversi a una delle due squadre, se invece non avete intenzione di finire nel mirino delle arance, ma volete assistere da spettatori alla battaglia, ricordatevi di indossare un berretto rosso!


    Il Carnevale di Cento è un appuntamento storico e imperdibile. Dopo il terremoto del 2012, è tornato a sfilare, con i suoi carri stracolmi di giganti di cartapesta, nel centro storico della cittadina in provincia di Ferrara. E come da tradizione ogni anno si conferma un Carnevale esclusivo, del resto il Carnevale di Cento, dal 1993, è gemellato con quello di Rio de Janeiro, il numero uno dei festeggiamenti carnevaleschi. Il Carnevale di Cento si porta sulle spalle un bagaglio immenso, pensate affonda le sue radici addirittura nel 1600. Durante l’ultima domenica di Carnevale, si tiene la proclamazione e premiazione del carro vincitore, il tradizionale testamento e rogo di Tasi, maschera tradizionale di Cento, e lo spettacolare gioco di fuochi d’artificio nel piazzale della Rocca di Cento. In occasione del Carnevale, la cittadina offre anche numerosi altri eventi, di natura sportiva, enogastronomia, mostre d’arte, balletti, davvero un’offerta a 360 gradi!

    Il Carnevale di Acireale è considerato uno dei più belli della Sicilia. Vanta un’antica tradizione, se ne parla già dalla fine del’500. Nel 1600, c’era già l’usanza di sfidarsi in duelli a colpi di uova marce e agrumi per le strade della città. Tuttavia, nel 1612 un bando della Corte criminale di ‘Jaci’ vietò in maniera assoluta a qualunque cittadino, indipendentemente dal ceto sociale, di giocare al lancio delle arance e dei limoni. Nel corso del ’700, il Carnevale di Acireale si arricchì di elementi di ironia, ma solo nell’800 fece un vero e proprio salto di qualità con l’introduzione della ‘cassariata’, sfilata di ‘lando’, carrozze trainate da cavalli, su cui salivano soltanto i nobili che si divertivano a lanciare confetti agli spettatori. Inoltre per le vie della città, si svolgevano giochi popolari, come l’albero della cuccagna, il tiro alla fune e la corsa con i sacchi, attività che ancora oggi fanno divertire i partecipanti al Carnevale di Acireale. Negli anni 20 del secolo scorso inizia ad avere un forte richiamo turistico. Negli anni ’30 cominciano a comparire le prime maschere di cartapesta, trainate su carri allegorici di grande spettacolarità. Ancora oggi, durante il Carnevale di Acireale, potrete assistere alla parata medievale dei Rioni di Motta Sant’Anastasia denominata ‘Tre re a corte di re Carnevale’, ai gruppi folkloristici e quelli di majorettes.

    Carnevale Sciacca


    Il Carnevale di Sciacca ogni anno sfoggia per i suoi visitatori appassionati diverse giornate di divertimento multicromatico, con moltissime sfilate di carri tracimanti maschere di ogni genere. Il Carnevale di Sciacca affonda le sue radici, con buona probabilità, nell’epoca romana, quando venivano festeggiati i saturnali. Il Carnevale di Sciacca, da sempre molto apprezzato nel Bel Paese, vive una forte competizione con il Carnevale di Acireale, considerato il più bel Carnevale di Sicilia. I primi festeggiamenti avevano le caratteristiche delle feste popolari: si mangiavano salsicce e cannoli in quantità, sempre accompagnati da un buon bicchiere di vino. La gente si riversava nelle vie della città, travestita nei modi più diversi. Con il trascorrere degli anni fecero capolino anche i primi carri, che avevano il compito di trasportare i mascherati per le strade di Sciacca. Negli anni venti comparve una grande piattaforma addobbata, trascinata da buoi o cavalli, che trasportava interi gruppi di mascherati. Nel primo dopoguerra i carri iniziarono ad avere ognuno un nome diverso: su di essi i cittadini in maschera si esibivano in brevi recite in dialetto, lanciavano coriandoli e stelle filanti, insomma diventavano sempre più protagonisti. Con il tempo iniziarono a comparire anche i primi carri allegorici, sempre più spettacolari, che facevano riferimento a temi e personaggi locali in chiave satirica. Ben presto il tema della politica divenne dominante sui carri del Carnevale di Sciacca.

    Carnevale Bagolino


    Il Carnevale di Bagolino, scoperto dagli studiosi del mondo popolare soltanto nel 1972, è stato classificato fra le più importanti scoperte etnologiche degli ultimi 200 anni. La manifestazione ha una sua personale struttura: si divide fondamentalmente in due momenti, quello dei Balari e quello dei Maschèr. Per rintracciare le origini del Carnevale di Bagolino, per quanto riguarda le musiche e le danze, bisogna tornare al XVI secolo, mentre per i Maschèr si parla di tempi ancora più antichi. Una delle caratteristiche principali del Carnevale di Bagolino, è l’abbigliamento dei ballerini: giacca e pantaloni al ginocchio scuri ornati da ricami, calze bianche lavorate, camicia bianca, cravatta scura, un lungo scialle di seta e tracolla di velluto ricamato. Sono soliti danzare sotto le case di amici e familiari, nonché per coloro che hanno prestato loro dell’oro per adornare i tradizionali cappelli.
    L’altro aspetto cruciale di questo antico Carnevale sono le maschere della tradizione: si tratta di personaggi travestiti da vecchietti, che con la voce in falsetto, si dilettano a fare scherzi alla gente, senza mai farsi riconoscere. Il costume maschile, rigorosamente nero, si compone di pantaloni al ginocchio con patta quadrata, giacca, gilè e camicia bianca. Il polpaccio è chiuso dentro lunghe file di bottoni. Segno distintivo sono gli zoccoli chiusi con suola di legno. Il costume femminile, invece viene interamente tessuto a telaio e si compone di un’ampia gonna lunga fino ai piedi e di un corpetto attillato, a cui si aggiunge un grembiule di lana, un fazzoletto con ricami floreali sulle spalle che poi si incrocia sul petto e un ampio scialle di lana che copre il capo e le spalle.
    Le musiche che accompagnano i Balarì nelle danze, vengono suonate in pubblico, esclusivamente durante il lunedì e il martedì ultimi di Carnevale. I balli sono assimilabili a quelli che venivano eseguiti nei palazzi dei signori. l’Ariosa è il ballo della tradizione, che sancisce la fine del Carnevale Bagosso: sulle sue note i Balarì ed i Maschèr si esibiscono in passi molto spettacolari, che hanno bisogno di molto spazio, considerato che la disposizione è circolare.

    Il Carnevale di Satriano è un’antica festa popolare, particolarmente suggestiva che ogni anno va in scena in Basilicata. Il carnevale di Satriano affonda le sue antiche origini nella città andata distrutta di Satrianum, da cui ha preso anche il nome. Le maschere tradizionali di questa manifestazione folcloristica rappresentano la cultura del paese e ognuna simboleggia uno diverso stile di vita per condizione sociale ed economica. L’eremita, l’orso e la quaresima: sono queste le maschere del Carnevale di Satriano. Gli Eremiti, durante il corteo, punzecchiano la gente con dei bastoni dotati di pungitopo sulla punta; l’Orso cerca di stordire e al tempo stesso impaurire i partecipanti, scuotendo le campane che provocano rumore al suo passaggio; infine la Quaresima cammina lenta tra la gente.

    Il Carnevale di Mamoiada è una delle manifestazioni folcloristiche più amate della Sardegna. Le maschere tradizionali di questo carnevale sono i Mamuthones e gli Issohadores. I Mamuthones portano pelli ovine, indossano una maschera nera di legno d’ontano o pero selvatico, dotata di un’espressione tipicamente sofferente o impassibile; sulla schiena portano ‘sa carriga’, ovvero dei campanacci che pesano 30 kg, legati con cinghie di cuoio, mentre al collo hanno delle campanelle più piccole. Gli Issohadores invece, indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi, uno scialle femminile, a tracolla hanno dei sonagli d’ottone e di bronzo; alcuni si coprono il volto con una maschera antropomorfa bianca.
    Secondo un antica tradizione, dopo la vestizione, i Mamuthones sfilano in gruppi di dodici, rappresentando i mesi dell’anno, guidati dagli Isshoadores, che a loro volta sfilano in gruppi di otto: tutti insieme danzano eseguendo passi molto complessi che imparano sin da bambini. La sfilata dei Mamuthones e degli Isshoadores è molto ordinata, solenne quasi come se fosse una processione. I Mamuthones, disposti in due file parallele, si muovono molto lentamente piegati sotto il peso dei campanacci; mentre gli Issohadores si muovono con passo spedito e all’improvviso lanciano la loro fune, per catturare qualcuno dei presenti: i catturati dovranno offrire da bere se vorranno riconquistare la propria libertà. Durante l’ultimo giorno, il martedì grasso, da non perdere è la processione della maschera di Juvanne Martis Sero: viene trasportata su un carretto da alcuni uomini che ne piangono la morte intonando canti disperati.

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