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Brexit, passaporto e visto: cosa cambia per chi vuole viaggiare nel Regno Unito

Brexit, passaporto e visto: cosa cambia per chi vuole viaggiare nel Regno Unito
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    Brexit, passaporto e visto: cosa cambia per chi vuole viaggiare nel Regno Unito

    Brexit, ha vinto il LEAVE con il 51,9%. Da oggi il Regno Unito lascia l’Unione Europea: questa epocale decisione, che pone i cittadini britannici al centro della storia dei nostri tempi, avrà conseguenze su molti piani, da quello economico a quello politico e sociale. Ma cosa succederà per chi intende andare nel Regno Unito? Il post-Brexit comporterà la necessità di esibire il passaporto o un visto? A breve termine no: le normative sono così complesse che per almeno i prossimi due anni il Regno Unito rimarrà come ora. Pertanto, per il momento, niente passaporto, né visto, ma vediamo come potrebbe delinearsi il futuro.

    Tecnicamente, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è regolata dall’art. 50 del Trattato di Lisbona, che prevede la possibilità che un membro dell’UE abbandoni l’Unione stessa. Questo processo prevede in realtà un percorso lungo e complesso, che può durare da qualche mese ad alcuni anni. Ovviamente le tempistiche si allungano nel caso in cui vadano riorganizzate le dinamiche commerciali.

    Per il momento dunque, la più grande paura di chi si trova nel Regno Unito per motivi di lavoro o studio, o semplicemente per una vacanza, è quella di vedere la propria libertà di movimento e circolazione, notevolmente ridotta. E anche se, lo ribadiamo, per ora la situazione non cambia e non c’è alcuna necessità di esibire documenti alternativi alla semplice carta di identità, gli scenari possibili, relativamente alla libera circolazione dei cittadini europei in Gran Bretagna, a cui possiamo andare incontro, sono diversi e tutti dipendono fondamentalmente dagli accordi post-Brexit. Vediamo alcune delle alternative plausibili.


    La Norvegia fa parte dell’Unione Europea, ma ha aderito all’Associazione europea di libero scambio, della quale fanno parte anche Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Se la Brexit si dirigerà verso questo tipo di accordo, i viaggiatori europei potranno continuare ad andare nel Regno Unito senza particolari restrizioni, esibendo semplicemente la carta d’identità.


    Dell’AELS fa parte, come detto poc’anzi, anche la Svizzera, che però è anche membro dello Spazio Schengen (mentre il Regno Unito, no, per concessione dell’Unione Europea). Tra i Paesi Schengen i cittadini europei possono viaggiare in libertà, esibendo soltanto la propria carta d’identità. E’ tuttavia improbabile che il Regno Unito accetti di diventare membro Schengen, pertanto il modello Svizzero, difficilmente si realizzerà.


    La Turchia, già nel 2005, ha avviato l’iter per poter diventare membro dell’Unione Europea. Tuttavia è già dal 1996 che è attiva l’unione doganale Turchia-UE.

    In virtù anche delle importanti relazioni commerciali esistenti tra Europa e Turchia, quest’ultima difficilmente richiede il passaporto ai cittadini comunitari. Semplicemente alla carta di identità si unisce un ‘documento provvisorio’, rilasciato in aeroporto, che dovrà essere restituito prima di lasciare il Paese. Se nel Regno Unito, in futuro, il Governo britannico dovesse richiedere nuovamente l’ingresso in UE, si potrebbe configurare una situazione simile a quella attuale della Turchia.


    C’è un’ultimo possibile scenario, il peggiore: Jean-Claude Juncker ha fatto capire che, in caso di Brexit, il Regno Unito rimarrebbe totalmente fuori dalla Unione Europea. Se non si dovessero raggiungere degli accordi comuni, il rischio è che si torni a una netta divisione tra UK e UE. Solo in questo caso dunque, il passaporto sarà strettamente necessario per entrare nel Regno Unito e anche dal punto di vista commerciale e lavorativo, verranno senz’altro introdotte diverse misure restrittive.

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