5 luoghi abbandonati in Lombardia: ex manicomi, ville e borghi dimenticati

5 luoghi abbandonati in Lombardia: ex manicomi, ville e borghi dimenticati
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 12/08/2016 11:26

    Luoghi abbandonati Lombardia

    Foto di Matteo Paciotti Curiosi di scoprire 5 affascinanti luoghi abbandonati in Lombardia? Si dice sempre sia una regione all’avanguardia in diversi ambiti, dal design all’alta moda, passando per l’architettura. In altre parole, il motore instancabile dell’Italia. Tuttavia, oltre i grattacieli, al di là delle spettacolari costruzioni dell’Expo, nasconde luoghi abbandonati ricchi di fascino sinistro, ex manicomi, ville e borghi fantasma. Non perdetevi i migliori.

    CONSONNO – LECCO
    Consonno

    Foto di Beatrice Elerdini Consonno, una piccola frazione del comune di Olginate, si trova immersa nel verde della provincia di Lecco. Originariamente era un illustre borgo sconosciuto, in seguito venne trasformato in un’autentica Las Vegas della Brianza. Tutto ebbe inizio nel lontano 1962, quando l’industriale Mario Bagno acquistò l’immobiliare Consonno Brianza, che possedeva la totalità delle abitazioni del borgo. A quel punto il paese venne completamente raso al suolo, fatta eccezione per la chiesa di San Maurizio, la canonica e il piccolissimo cimitero. Tutti gli abitanti furono costretti ad abbandonare le proprie dimore e a trasferirsi altrove. Nel piano visionario di Bagno c’era il progetto di realizzare un vero e proprio Paese del Balocchi per grandi e piccini. Fece costruire un centro commerciale, sale gioco, sale da ballo, negozi, ristoranti, e persino un hotel, tutti racchiusi in un’enorme struttura arabeggiante, dotata persino di minareto, del tutto aliena all’architettura della zona. Fece persino spianare la collina antistante al paese, per rendere più magica la vista del Resegone. Ma il progetto dell’industriale era ancora più ambizioso: avrebbe infatti dovuto includere anche campi da pallacanestro, da calcio, da minigolf, un giardino zoologico e un circuito automobilistico. Tuttavia, queste opere rimasero solo sulla carta. Purtroppo il magico Paese dei Balocchi brianzolo non ebbe vita facile e nemmeno troppa fortuna. Il salto da Piccolo mondo del divertimento a Città Fantasma è stato piuttosto breve. In seguito a una frana che interruppe l’unica via di accesso al paese, il declino fu veloce e inesorabile. Negli anni ’80 si tentò di trasformare l’Hotel Plaza in casa di ricovero, ma senza risultati. Nel 2007, un rave party illegale portò Consonno alla sua completa rovina. Oggi è frequentata principalmente da amanti della fotografia, ma a viverci è soltanto una persona…

    SAVOGNO – SONDRIO
    Savogno - Sondrio

    Nel cuore della Val Bregaglia è custodito un piccolo paese fantasma: Savogno. E’ raggiungibile grazie a un sentiero che si trova sotto le Cascate dell’Acqua Fraggia, a Piuro. Per arrivare ai quasi mille metri di Savogno, vi toccherà salire circa 3mila gradini! Tuttavia ne vale assolutamente la pena: il borgo è meraviglioso, nonostante sia praticamente disabitato. Esiste soltanto un rifugio ancora funzionante. Savogno è stato oggetto di studi per via della sua particolare disposizione urbanistica, del tutto differente da quella dei paesi circostanti. Tra le sue vie è possibile ammirare anche una Chiesa, del 1465, dedicata a San Bernardino. Il borgo, originariamente abitato da 400 persone, è stato abbandonato nel secolo scorso, per via dell’esodo verso la città. Su Savogno aleggia anche una leggenda: si racconta che sul paese pesi una maledizione fatta dal diavolo, ne è testimonianza una roccia che si incontra lungo il cammino, sulla quale pare sia impressa l’impronta del demonio. Questa roccia è stata soprannominata ‘Il sas dell’Anticrist’.

    EX MANICOMIO MOMBELLO – MONZA E BRIANZA
    EX MANICOMIO MOMBELLO

    Foto di Matteo Paciotti L’ex ospedale psichiatrico di Mombello, si trova su una piccola collina nei pressi di Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. La struttura originariamente, conosciuta come Villa Pusterla-Crivelli, risale al Medioevo ed era composta da diversi edifici, immersi in un enorme terreno di 700mila mq. Solo una parte fu trasformata in un manicomio, diversi secoli dopo, per mano dell’architetto Francesco Croce. Qui, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, passarono illustri personaggi del calibro di Ferdinando IV, re delle Due Sicilie e Napoleone Bonaparte. Nel 1867 venne aperto ufficialmente il manicomio, inizialmente una succursale di un vecchio ricovero milanese, ormai insufficiente. Il manicomio di Mombello divenne un enorme centro psichiatrico, definito ‘Il colosso dei manicomi italiani’, con migliaia di pazienti, suddivisi in quelle che erano le categorizzazioni del tempo: epilettici, paralitici, sudici, agitati e semiagitati e molte altre ancora. La struttura rimase in funzione sino al 1999, quando venne definitivamente chiusa, per via della legge Basaglia. Attualmente nel complesso di edifici, esiste soltanto un istituto agrario, tutto il resto è in stato di degrado avanzato. Passeggiare nel verde, oppure addentrarsi nei lunghi corridoi del manicomio, scoprire i fascicoli medici di alcuni pazienti, o i giocattoli dei bambini che lì dentro vennero rinchiusi mette decisamente i brividi.

    BORGO DEL CANTO – BERGAMO
    BORGO DEL CANTO

    Della storia antica di Borgo del Canto si sa ben poco. Il primo documento che ne testimonia l’esistenza risale al 1308 e fa riferimento a un Priorato religioso. A quell’epoca, nei dintorni, esistevano soltanto due monasteri: il monastero di Pontida, fondato nel 1076, e il monastero di San Egidio di Fontanella, fondato fra il 1080 e il 1090. Il Borgo del Canto era un chiaro punto di passaggio tra le due sacre costruzioni. Per lungo tempo, fu conteso tra Milano e Venezia, tuttavia riuscì a rimanere piuttosto distaccato dalle vicende storico-politiche, conservando la sua natura di piccolo borgo rurale. Il paese rimase abitato sino agli anni ’50, epoca in cui cominciò l’inesorabile esodo della popolazione verso la città e le sue industrie. Purtroppo, non possiamo darvi indicazioni dettagliate per raggiungerlo, perché solo tre anni fa è stato letteralmente raso al suolo. Il Comune di Pontida aveva emesso un’ordinanza per mettere in sicurezza i ruderi del borgo, ormai pericolante, a questo, la Regione Lombardia rispose con le ruspe. Il risultato è stato l’abbattimento brutale di un borgo del XIV secolo. Abbiamo voluto comunque raccontarvi questa storia, perché almeno il ricordo di Borgo del Canto non svanisca con le sue macerie…

    VILLA DE VECCHI – LECCO
    VILLA DE VECCHI - COMO

    Foto di Marco Buggio Villa de Vecchi è una costruzione residenziale della metà dell’Ottocento, progettata dall’architetto Alessandro Sidoli, su commissione del conte Felice de Vecchi. Si trova a Cortenuova, in provincia di Lecco e purtroppo, oggi vive in stato di abbandono: alcune parti, come l’ultimo piano, sono totalmente crollate. Intorno a quella che un tempo fu una meravigliosa villa, ruotano numerose leggende oscure, non a caso è stata anche soprannominata la Casa Rossa e la Villa delle Streghe. Si dice sia abitata da fantasmi, streghe e che sia stata teatro di messe sataniche, tuttavia poco o niente di tutto ciò risulta essere vero. A smentire le terribili dicerie, ci ha pensato Giuseppe Negri, 81 anni figlio degli ultimi custodi di Villa Vecchi. Innanzitutto, ha precisato in un’intervista, il conte non abbandonò la villa, dopo aver trovato la moglie morta. In realtà sia il conte che la moglie morirono per cause naturali e gli eredi lasciarono la residenza nel ’38. Nel ’59, fu acquistata dai Medici di Marignano. Infine, all’inizio degli anni Ottanta, venne rilevata da alcuni imprenditori locali. Nemmeno dei satanisti si ebbe mai testimonianza concreta. E soprattutto dall’antica fontana non uscì mai sangue. L’unica cosa vera sono i vandali, che a partire dagli anni ’70, hanno saccheggiato la villa, ripetutamente, al suo interno. Chi ricorda come Villa de Vecchi era un tempo, non può che avere oggi le lacrime agli occhi.

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