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Maschere del Carnevale di Venezia (Foto)

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    http://viaggi.nanopress.it/fotogallery/maschere-del-carnevale-di-venezia_1737.html
    Facanapa
    Facanapa. La tradizione di usare le maschere veneziane nella città non era da ascriversi solo al periodo di Carnevale, i veneziani infatti si mascheravano durante tutto l'anno. Naturalmente il motivo che li spingeva a mascherarsi e a celare il proprio aspetto in altri periodi dell’anno e in luoghi particolari era quello più più ovvio: non desideravano essere riconosciuti. Ed ecco che, ad esempio, si mascheravano quando partecipavano al Gioco d’Azzardo al Ridotto, perché non volevano essere riconosciuti dai creditori che altrimenti non gli avrebbero dato tregua. Le donne si mascheravano non solo per non farsi riconoscere ma anche per bellezza. Quando si recavano all’Osteria Selvadego si mettevano una maschera di velluto per far risaltare il candore del proprio viso. Si occupavano della creazioni di maschere i Maschereri, le cui botteghe artigiane erano diffuse ovunque, tanto che la loro arte venne annessa al Collegio dei pittori. In questa fotogllery oltre alle maschere tradizionali potrai ammirare alcune tra le più soprepndenti maschere dei più recenti Carnevali di Venezia.

    Facanapa

    La tradizione di usare le maschere veneziane nella città non era da ascriversi solo al periodo di Carnevale, i veneziani infatti si mascheravano durante tutto l'anno. Naturalmente il motivo che li spingeva a mascherarsi e a celare il proprio aspetto in altri periodi dell’anno e in luoghi particolari era quello più più ovvio: non desideravano essere riconosciuti. Ed ecco che, ad esempio, si mascheravano quando partecipavano al Gioco d’Azzardo al Ridotto, perché non volevano essere riconosciuti dai creditori che altrimenti non gli avrebbero dato tregua. Le donne si mascheravano non solo per non farsi riconoscere ma anche per bellezza. Quando si recavano all’Osteria Selvadego si mettevano una maschera di velluto per far risaltare il candore del proprio viso. Si occupavano della creazioni di maschere i Maschereri, le cui botteghe artigiane erano diffuse ovunque, tanto che la loro arte venne annessa al Collegio dei pittori. In questa fotogllery oltre alle maschere tradizionali potrai ammirare alcune tra le più soprepndenti maschere dei più recenti Carnevali di Venezia.

    Gnaga

    Gnaga

    Era una forma di travestimento molto semplice da farsi e quindi molto usata dai veneziani, era uso dei giovani veneziani vestirsi da donne imitandone il modo di fare ma involgarendone il linguaggio. I testi del tempo ci fanno notare che i giovani che si travestivano da gnaga lo facevano molte volte per coprire la loro omosessualità.

    Il medico della peste

    Il medico della peste

    El medico dea peste non è una vera e propria maschera ma era un travestimento utilizzato dai medici della peste, ovvero medici che andavano a visitare i pazienti colpiti dalla peste con questo strano abbigliamento. Il costume del medico dea peste è in se particolare, il medico indossa una tunica di puro lino o di tela cerata ed una maschera che lo faceva assomigliare ad un grande uccello anche se più che altro era considerato un lugubre avvoltoio. Sopra alla maschera portava degli occhiali ed in oltre era sempre accompagnato dalla fedele bacchetta, con la quale sollevava le vesti degli appestati, pensando che così mascherato la terribile epidemia non gli poteva causare alcun danno.

    Balanzone

    Balanzone

    E' una maschera di origine bolognese. Nativo dell'Emilia, dove ha compiuto gli studi, è il classico personaggio serio, sapientone e presuntuoso che si lascia andare spesso in verbosi discorsi infarciti di citazioni colte in latino maccheronico. Uomo dalle guance rubizze, veste sempre di nero ed ha una grossa pancia; è solito gesticolare molto, ma i suoi gesti sono sempre pacchianamente autorevoli ed eloquenti. Calza una piccola maschera che ricopre solo le sopracciglia e il naso, appoggiandosi su due grandi baffi. Indossa la divisa dei professori dello Studio di Bologna: toga nera, colletto e polsini bianchi, gran cappello, giubba e mantello.

    La bauta

    La bauta

    La sua particolarità consisteva nel poter essere indossata sia durante il carnevale sia nella vita quotidiana come un comune accessorio, anche se esistevano precise limitazioni stabilite a volte dalla legge. La sua semplice e principale funzione era quella di nascondere il volto. La bauta permetteva anche, grazie alla particolare forma, di alterare in parte la voce e quindi essere ancora meno riconoscibili e allo stesso tempo riuscire a bere e mangiare senza aver bisogno di toglierla. A Venezia tra il XVII e il XVIII secolo indossare una bauta era ormai uno status-symbol tanto che educazione voleva che il rispetto o il saluto era dovuto e cortese a ogni maschera, appunto perché non si poteva subito conoscere chi fosse a indossarla, personaggio di spicco o semplice popolano.

    La moreta

    La moreta

    Il mattaccino

    Il mattaccino

    Un’altra Maschera era il Mattaccino, un pagliaccio con abito bianco o multicolore leggero e corto, con in testa un cappello piumato, che lanciava uova profumate verso balconi occupati da amici, conoscenti e fanciulle innamorate.

    La moretta

    La moretta

    Era una maschera ovale di velluto nero e veniva utilizzata dalle dame quando si recavano a fare visita alle monache. La moda della Moretta importata dalla Francia si diffuse velocemente a Venezia in quanto è una maschera che dona particolarmete ai lineamenti femminili soprattutto quando viene ornata da veli, velette e cappellini a falde.

    Maschera al tramonto

    Maschera al tramonto

    Maschera colorata

    Maschera colorata

    Maschera d'oro

    Maschera d'oro

    Maschera misteriosa

    Maschera misteriosa

    Maschera nera dal volto bianco

    Maschera nera dal volto bianco

    Pantalone

    Pantalone

    Secondo taluni si tratterebbe, niente di meno, che di una caratterizzazione popolare del più antico protettore della città, San Pantaleone. Altri la deriverebbero invece dallo scherzoso appellativo di piantaleone, col quale venivano beffati nei porti del Mediterraneo i mercanti veneziani, inesauribili nel collocare in ogni luogo il leone di S. Marco, simbolo della loro Repubblica.

    Zanni

    Zanni

    Le testimonianze iconografiche lo mostrano come il classico villano, con un costume a falde larghe color beretino, cioè una sorta di canapa non trattata, quindi di un colore beige, tendente al giallo o al grigio, l'abito normalmente indossato dai contadini durante il lavoro nei campi, un cappello particolare largo intorno alla testa ma soprattutto con una visiera lunga, un po' come quello dei goliardi universitari di qualche decennio fa. La sua maschera è rappresentata di cuoio bianco o quantomeno più chiara rispetto alle maschere nere come quelle di Pantalone o dello stesso Arlecchino.

    Maschera porpora

    Maschera porpora

    Maschere della Commedia dell Arte

    Maschere della Commedia dell Arte

    Maschere innamorate a Venezia

    Maschere innamorate a Venezia

    Le maschere si adornano di meravigliosi colori

    Le maschere si adornano di meravigliosi colori

    La tradizione di usare le maschere veneziane nella città non era da ascriversi solo al periodo di Carnevale, i veneziani infatti si mascheravano durante tutto l'anno. Naturalmente il motivo che li spingeva a mascherarsi e a celare il proprio aspetto in altri periodi dell’anno e in luoghi particolari era quello più più ovvio: non desideravano essere riconosciuti. Ed ecco che, ad esempio, si mascheravano quando partecipavano al Gioco d’Azzardo al Ridotto, perché non volevano essere riconosciuti dai creditori che altrimenti non gli avrebbero dato tregua. Le donne si mascheravano non solo per non farsi riconoscere ma anche per bellezza. Quando si recavano all’Osteria Selvadego si mettevano una maschera di velluto per far risaltare il candore del proprio viso. Si occupavano della creazioni di maschere i Maschereri, le cui botteghe artigiane erano diffuse ovunque, tanto che la loro arte venne annessa al Collegio dei pittori. In questa fotogllery oltre alle maschere tradizionali potrai ammirare alcune tra le più soprepndenti maschere dei più recenti Carnevali di Venezia.

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